Olivetti, Moulinex, Chaffoteaux et Maury Quim Monzó

  • Tema. Come ho passato la domenica. Domenica c’era molto sole e sono andato a passeggio con il papà e la mamma. La mamma portava un vestito beige, con un cardigan bianco sporco, il papà un pullover blu aviatore, dei pantaloni grigi e una camicia bianca, aperta. Io portavo un maglione girocollo, blu come quello del papà però più chiaro, e una
    giacca marrone, e dei pantaloni marroni anche quelli, un po’ più chiari della giacca, e delle scarpe da ginnastica rosse. La mamma aveva delle scarpe chiare, e il papà nere. Siamo andati a fare colazione al Balmoral. Abbiamo preso una cioccolata con la panna e una ensaïmada ripiena, e io ho ordinato delle brioches. Dopo siamo andati a guardare i
    fiori, e ce n’erano di rossi e gialli e bianchi e rosa, perfino di azzurri, che il papà ha detto che erano tinti, e piante verdi e viola, e uccelli grandi e piccoli, e il papà ha comprato il giornale a un’edicola.

    "Scrivi per non parlare. Ti credi al di sopra delle circostanze e non sei altro che una merdina, come tutti gli altri. Credi che io mi diverta a stare qui? Potresti essere più affabile. La comunicazione tra le persone è una cosa (se non altro) interessante. Non ci hai mai pensato?"

    Quim Monzó Olivetti, Moulinex, Chaffoteaux ...

  • Autore: Quim Monzó
  • Genere: ,
  • Collane:
  • Titolo Originale: Olivetti, Moulinex, Chaffoteaux et Maury
  • Data Pubblicazione: 30/05/2013
  • Numero di pagine: 160
  • Codice EAN: 9788871686660
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

Come facciamo con quest’uomo che la mattina è una patata lessa, con tutte queste gambe femminili, gambe da gloria per chi le sfiora, da rovina per chi le perde, donne dai visi splendidi che si fotocopiano in giro per Barcellona? Come facciamo con questa lettera terrificante che ci sarebbe da suicidarsi subito se non si fosse già morti stesi con il gas aperto, liquidati in trenta righe dalla tipa che ami… Come la mettiamo poi con questo tizio, sempre lui, questo mezzo eroe che si staglia solo e gonzo con il suo deliro di risalire contromano carrer de Balmes? Come la mettiamo adesso, eh, con i capelli nell’acquaio, le calze abbandonate sul divano, i piedi sul tavolo, i bigliettini nascosti nel berretto, le visite dei parenti rugosi, gli amici saccenti che son tutti numeri uno qui dentro, son tutti fuori di testa a Barcellona, non è vero forse? Come la mettiamo, insomma, con questi imperdibili racconti di Quim Monzó?