Natura infedele Cristina Grande

  • Mi chiamo Renata. Mia madre mi ha messo questo nome perché era una fan di Renata Tebaldi, che nel 1964 era famosissima ma si era temporaneamente ritirata per problemi alla voce. Era un anno bisestile. A mio padre l’opera non interessava, ma non si oppose al fatto che mi chiamassero così perché gli piaceva molto Renato Carosone. Fischiettava Questa piccolissima
    serenata quando si faceva la barba. Per un certo periodo si fece la barba con un rasoio elettrico senza fili che gli aveva regalato mia madre per Natale. Metteva in carica la batteria la sera e alle otto meno un quarto del mattino, i giorni in cui c’era scuola, poteva radersi mentre veniva in corridoio a svegliarci. Poi tornò al
    rasoio normale. “Rade meglio” diceva. Non gli piaceva ritrovarsi alla sera con l’ombra scura della barba già cresciuta. La mia sorella gemella si chiama María. Non per la Callas, che a mia madre non stava simpatica perché credeva che con la sua teatralità avesse messo in ombra la Tebaldi, ma per la semplice ragione che mia nonna si chiama María.

    “Io credevo soltanto nel caffè al mattino e nell’amore di notte.”

    Cristina Grande Natura infedele

  • Autore: Cristina Grande
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Naturaleza infiel
  • Data Pubblicazione: 12/02/2009
  • Numero di pagine: 224
  • Codice EAN: 9788871684994
  • Prezzo di listino: 14.5 €
  • Lingua Originale:

Renata e María sono sorelle gemelle, ma non si assomigliano per niente. Diversa l’altezza, diverso il coraggio, diverso il modo di andare alla deriva.
Renata ama Jorge, ma lo perde passando di letto in letto; María si affida all’eroina.
La loro madre adora l’opera e lotta per aprire la sua erboristeria in pieno centro a Saragozza. Dice che la paura è un mucchio di cose: ciascuno vi passa accanto e raccoglie quello che vuole. Per le figlie si preoccupa solo delle cose pratiche, “non dell’anima”. Crede fermamente nell’indipendenza.
Ma “le peggiori dipendenze non sono quelle economiche”, e la peggiore infedeltà è l’infedeltà a se stessi.
Rivivendo corse in motorino, sedute di terapia ‘light’ nei centri di disintossicazione, seduzioni vampiresche e notti strane, Renata a quarant’anni si spoglia a poco a poco di ogni forma di autoinganno, e si prepara a entrare a occhi aperti nella vita che verrà.

Natura infedele è un viaggio comico e drammatico nella vita di una famiglia dove “delle cose importanti non si parla mai”, e si coltiva l’inerzia come baluardo contro “le onde anomale in avvicinamento”.
Un viaggio in molte tappe, fotogrammi di vita che svelano un diario intimo spregiudicato e disarmante.