Mille cretini Quim Monzó

  • Il figlio del signor Beneset arriva alla residenza per anziani e saluta la ragazza della reception, una ragazza gentile e assennata che in effetti, quando cercava una residenza in cui ricoverare il padre, è stata l’ago della bilancia che gli ha fatto scegliere questa e non l’altra che gli piaceva altrettanto, al Putxet. La ragazza e il figlio del signor
    Beneset scambiano quattro chiacchiere. Parlano di come va la vita in generale, della Pasqua che si avvicina, della nuova pavimentazione stradale e dello stato di salute del signor Beneset. Quando sembra che abbiano parlato abbastanza, il figlio dice «Bene…» e sorride come per dire “È una conversazione molto interessante, ma purtroppo ti devo lasciare e andare da mio padre”. La
    ragazza, che in fondo è stufa di dover parlare sempre delle stesse cose con ciascun familiare o amico di ciascun ospite, fa una faccia come per dire “Accidenti, dispiace molto anche a me, ma capisco che ci sono delle priorità, e una di queste è andare a trovare il proprio padre”. Così il figlio del signor Beneset si allontana dalla
    reception e si dirige verso il cortile. Lo attraversa facendo scricchiolare la ghiaia sotto le scarpe con impeto adolescenziale, entra in ascensore, raggiunge il terzo piano e imbocca il corridoio che porta alla camera. È la 309. Bussa con le nocche: toc toc toc; dapprima piano, poi più forte e alla fine, non ottenendo risposta – il signor Beneset è
    talmente sordo che probabilmente non l’ha sentito – gira il pomello della porta ed entra. Il signor Beneset è davanti allo specchio. Si sta aggiustando le mutandine, delle mutandine nere di pizzo, di quelle che i francesi chiamano culottes e gli inglesi French knickers.

    "Non che mi trovi male con lei, né tanto meno desideri che muoia. Per niente. Ma non fosse stato che doveva morire, non sarei mai andato a viverci insieme, e tanto meno l’avrei sposata. Ovviamente non posso prenderla di petto e dirle: ‘Allora, Carolina, quand’è che muori?’ "

    Quim Monzó Mille cretini

  • Autore: Quim Monzó
  • Genere: ,
  • Collane:
  • Titolo Originale: Mil cretins
  • Data Pubblicazione: 17/01/2013
  • Numero di pagine: 160
  • Codice EAN: 9788871686509
  • Prezzo di listino: 14.5 €
  • Lingua Originale:

Un paparino profondamente materno che prende in contropiede l’incipiente vecchiaia – nonché il figlio – a suon di collant, gonna, rossetto e tacchi a spillo.
Un principe azzurro che tenta inutilmente di risvegliare la principessa dal suo sonno profondo con mille prodezze erotiche, e finisce per addormentarsi lui, per sempre.
Uno scrittore esordiente pronto a rinnegare il suo idolo – che ha contribuito in modo sostanziale al suo decollo – non appena ne ha preso il posto nel firmamento letterario.
Un uomo che decide di sposare l’ex fidanzata perché scopre che è malata terminale, e quando lei guarisce grazie all’amore, non sa proprio che pensare, che pesci pigliare…
Che si tratti di vecchi rincretiniti, vitelloni incalliti o Madonne ribelli al destino di future madri di Gesù Cristo, Quim Monzó entra nelle vite dei suoi personaggi con la marcia in più dei Grandi: occhio acuto, parole al vetriolo, balsami di tenerezza.
Parola di «The Guardian», che lo porta in palma di mano, fra i massimi scrittori viventi.