Melodia della terra Tschingis Aitmatov

  • Ed eccomi ancora davanti a questo quadretto nella sua modesta cornice. Domani, domattina, devo partire per il villaggio, e guardo il quadro a lungo e attentamente, come se dovesse augurarmi un felice cammino. Quel quadro io non l’ho ancora mandato ad alcuna mostra. Anzi, quando, dal villaggio, vengono a trovarmi dei parenti, cerco di farlo passare inosservato. Non che vi si
    trovi qualche ragione di vergogna, ma è ben lontano dall’essere un’opera d’arte. È semplice, com’è semplice la terra che vi è rappresentata. Sullo sfondo c’è la linea d’un cielo appassito d’autunno; il vento, sopra una lontana cavalcata di montagne, mette in fuga rapide e piccole nubi pezzate. In primo piano, col suo color bruno rossastro, la steppa degli assenzi. E la
    strada, scura, che non ha avuto il tempo di seccarsi dopo le piogge recenti. Ai lati, aridi arbusti si serrano spezzati. Lungo il solco zuppo della strada vengono ad allinearsi le orme di due viandanti; più si allontanano più sono deboli; i viaggiatori, poi, si direbbe che con un passo debbano uscire dal fondo. Uno dei due… ma io anticipo. Era il
    tempo in cui ero ragazzo, nel terzo anno di guerra. Sui fronti lontani, da qualche parte davanti a Kursk e Orel, si battevano i nostri padri e i fratelli, e noi, che avevamo allora solo quindici anni, lavoravamo nel kolkhoz. Un lavoro da grandi, faticoso, quotidiano, pesava sulle nostre spalle malsicure. Il lavoro era particolarmente duro nei giorni della mietitura.
    Per settimane intere non eravamo nemmeno tornati a casa, rimanendo giorno e notte nei campi, sull’aia o in cammino verso la stazione dove si portava il grano.

    “Era bello correre nel fresco della sera, guardare la groppa ondeggiante dei cavalli, ascoltare la notte d’agosto, respirare i suoi profumi. Giamilja guidava il suo carro davanti a me. Aveva allentato le redini, si guardava intorno cantando piano. Capii che il nostro silenzio le pesava. In una simile notte è impossibile tacere, una notte simile è fatta per cantare".

    Tschingis Aitmatov Melodia della terra

  • Autore: Tschingis Aitmatov
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Djamila
  • Data Pubblicazione: 20/04/2017
  • Numero di pagine: 113
  • Codice EAN: 9788871687858
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

Un piccolo villaggio della Kirgisia.
Una ragazza splendida, Giamilja, capace di illuminare una giornata con il suo canto e il suo entusiasmo; ma anche ruvida, tenace, ribelle, capace di tenere a distanza gli uomini che la divorano con gli occhi.
Suo marito Sadyk, che presta servizio militare al fronte, non l’ama come forse lei desidererebbe, nelle sue lettere le riserva pochissime attenzioni, sembra quasi averla dimenticata.
Danijar invece, un uomo timido e un po’ ombroso che dal fronte ha appena fatto ritorno a causa di una ferita, si innamora perdutamente di lei.
Seit, il giovanissimo cognato di Giamilja, sente la forza irresistibile di quell’attrazione, ne viene calamitato.
Anche in lui, man mano che il loro amore affiora e prende il volo, sboccia una passione incontenibile: il desiderio di trasporre sulla tela, di rendere tangibile e immortale la bellezza di quello slancio attraverso la pittura.
In questa parabola piena di echi rurali, di sapori medio-orientali, permeata dalla potenza e dalla purezza del canto, amore, bellezza e vocazione artistica trovano una rappresentazione semplice ed esemplare, che strega chi legge.

Melodia della terra è la più bella storia d’amore del mondo.
Louis Aragon