Manuale pratico di giornalismo disinformato Paolo Nori

  • Guardi, io non lo avrei mai detto, che mi sarebbe successo quello che mi è successo. Cosa mi è successo? Eh, mi è successo che tre giorni fa, sul tavolo della mia cucina, era steso un morto. E era proprio morto. E non solo. Era un morto, e era un morto che era steso sul tavolo della mia cucina. Aveva
    un buco nel petto. Mi ricordo di avere pensato che era una fortuna, che non ce l’avesse in testa. Il buco. Che guardare una testa sventrata da un colpo di pistola era una cosa che non mi era mai successa e che speravo non mi sarebbe successa mai. No, non c’era niente da fare, ero proprio fortunato. Guardi, era un
    periodo così. Era un periodo che quando andavo a letto, tutte le sere, io mi chiedevo “Cos’hai fatto oggi?” E era un periodo che mi rispondevo, tutte le sere, “Mi son messo in discussione”. “Aaah” mi dicevo poi dopo. “Bravo” mi dicevo. Sì. Baistrocchi. Mi chiamo Baistrocchi. Ermanno Baistrocchi. Ermanno, sì. Un nome che mi piace. Significa fratello, se non lo
    sa. Secondo me mi piace perché è il mio nome. Se non fosse il mio nome, non lo so se mi piacerebbe. Ne ho anche un altro, dei nomi. È il mio nome in rete, sa la rete? Glielo dico perché ha a che fare con la storia, non è che parlo così, per l’aria che tira. Eh. Mi scusi.
    Sono un po’ aggressivo ma capisce anche lei, credo. Tre giorni senza parlar con nessuno, tutti dei gran discorsi nella mia testa, arriva qualcuno con cui parlare, è normale che mi sfoghi, no? Mi scusi. Bagaglio. Mi faccio chiamare Bagaglio. Bagaglio mi sembra proprio un bel nome. E se non fosse il mio nome mi piacerebbe lo stesso, credo. Per
    via che è bello. Secondo me.

    “E quando era poi uscito, il libro per bambini, ero andato a presentarlo, e ad ascoltarmi c’eran dei bambini, era un libro per bambini, che discorsi, chi ci doveva essere?, c’eran dei bambini, e dopo quaranta minuti che ero lì che lo presentavo aveva alzato la mano un bambino, avrà avuto dieci anni, aveva alzato la mano e mi aveva chiesto ‘Ma lei, è Ermanno Baistrocchi, o è uno che imita, Ermanno Baistrocchi?’”

    Paolo Nori Manuale pratico di giornalismo d...

  • Autore: Paolo Nori
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 12/11/2015
  • Numero di pagine: 208
  • Codice EAN: 9788871687315
  • Prezzo di listino: 15 €
  • Lingua Originale:

Ermanno Baistrocchi non l’avrebbe mai detto che gli sarebbe successa una cosa del genere, ma sul tavolo della sua cucina, tre giorni fa, era steso un morto.
Era un periodo difficile, perché erano successe altre due cose stranissime, la prima che aveva guadagnato troppo, la seconda che la donna con cui avrebbe voluto vivere aveva deciso che voleva vivere con lui.
Era un periodo che non voleva, si svegliava e pensava “Non voglio”, e le cose che faceva non le faceva perché doveva farle, ma per non fare quello che avrebbe dovuto fare, e cioè scrivere il nuovo romanzo che il suo editore gli aveva chiesto di scrivere.
Pur di non scrivere il nuovo romanzo, guardava su internet, ascoltava la musica, mangiava, si offendeva, perdeva le cose, accettava inviti a tutti i festival, andava in giro a fare corsi di giornalismo disinformato.
Che Baistrocchi, proprio adesso che la gente smetteva di leggere i giornali, si occupava di giornalismo, ma di un giornalismo nuovo, che provava a diffondere: il giornalismo disinformato.
Un giornalismo dove delle cose di cui si scriveva, non si sapeva niente e non si voleva saper niente; un giornalismo dove non si intervistava la gente che contava, ma la gente che non contava; dove non si scrivevano le cose che si possono scrivere, ma quelle che non si possono scrivere.
E Baistrocchi, che ai suoi corsi di giornalismo disinformato consigliava di scrivere le cose che non si possono scrivere, e di non scrivere, per esempio, la cronaca nera, o rosa, adesso che c’era un morto, con un buco nel petto, sul tavolo della sua cucina, era costretto a scrivere un libro di cronaca nera, o rosa, o gialla, si potrebbe dire.

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A practical handbook of the disinterested journalism