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Manuale di sopravvivenza senza genitori Sarah Spinazzola

  • UNA PREMESSA – Prima di tutto voglio fare una premessa. Non sarà una cosa lunga. Lo so che quando qualcuno dice «Non sarà una cosa lunga», di solito è una cosa lunga. Questa volta non è così. Voglio solo assicurarmi che chi sta leggendo queste parole possa averne bisogno, perché se così non fosse, allora lo dico subito: lascia perdere.
    Se non vuoi sapere come si può sopravvivere senza genitori, fai qualcos’altro, gioca a qualche gioco o stai con gli amici. Ok, se sei ancora qui, possiamo cominciare. Ora ti farò tre semplici domande a cui potrai rispondere. (Ovviamente puoi rispondere dentro di te. Non c’è bisogno che tu scriva la risposta da qualche parte, non siamo a scuola.) Prima
    domanda: Stai per ritrovarti a passare del tempo, diciamo da uno a sette giorni o forse più, lontano dalla tua famiglia? E con ‘lontano dalla tua famiglia’ intendo lontano da mamma, papà, fratelli, sorelle, nonni, cugini, amici, quasi amici o nemici (anche i nemici sono importanti), fidanzatine e fidanzatini, o chiunque altro tu possa definire persona familiare o che conosci.
    Seconda domanda: Ipotizziamo che tu abbia risposto di sì alla prima domanda. Un sì sospirato, ovviamente. Sospirato perché? Forse perché non volevi assolutamente passare del tempo, da uno a sette giorni o forse più, lontano dalla tua famiglia? Aspetta a rispondere, andiamo direttamente alla terza domanda. Terza domanda: Prima che tu possa aver bisogno di piangere (tanto avrai tutto il
    tempo per piangere questa sera, al buio, quando dovrai dormire senza mamma e papà), ecco dicevo, prima di piangere ti domando solo una cosa, una semplice cosa: il mondo è un posto meraviglioso? Ok, ora se puoi affacciati a guardare fuori da una finestra, o un finestrino se sei in macchina, o un balcone se sei vicino a un balcone.
    Non c’è bisogno di uscire, basta guardare e vedere cosa c’è là fuori. Potrebbero esserci il sole caldo e il cielo azzurro, oppure la neve, una pioggia torrenziale o il buio più nero. La verità è che non importa cosa ci sia. L’importante è guardare per qualche minuto, anche dieci o venti minuti se puoi. Non devi fare altro che
    osservare il più attentamente possibile cosa c’è fuori. Ecco, la premessa è finita. Lo avevo detto che era una cosa breve. Tu intanto guarda fuori, ok? Ci vediamo al prossimo capitolo.

    “Ricapitoliamo. Punto uno: i miei genitori hanno deciso di abbandonarmi insieme ad altri cinquanta bambini sconosciuti per un periodo interminabile che va da una a due settimane. Punto due: sono tutti d’accordo tranne me. Punto tre: nessuno dà ascolto al fatto che tutti sono d’accordo tranne me”

    Sarah Spinazzola Manuale di sopravvivenza senza g...

“Ricapitoliamo.
Punto uno: i miei genitori hanno deciso di abbandonarmi insieme ad altri cinquanta bambini sconosciuti per un periodo interminabile che va da una a due settimane.
Punto due: sono tutti d’accordo tranne me.
Punto tre: nessuno dà ascolto al fatto che tutti sono d’accordo tranne me”.


A Oliva, undici anni, tocca partire per il centro estivo.
Non c’è piano di fuga che tenga.
Per la prima volta starà lontana, per giorni e giorni, da genitori, nonni, gatto, cane e tutto il mondo conosciuto.
Sopravvivere all’ignoto – divertendosi – è un’arte: con la sua cronaca irresistibile, Oliva ci racconta come si fa.

Dai 9 anni.


Libro selezionato per i progetti MarcoScuole:
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Manual for surviving without parents by Sarah Spinazzola