Maiser Fabiano Alborghetti

  • Il temporale sorprende / chi è addormentato con paure diverse / e ritorna il ricordo / delle bombe cadute su Terni / gli aeroplani nei cieli per quattro minuti / e nei mesi a seguire sessanta incursioni / centootto rilasci / radendola al suolo e ammazzando a casaccio /
    o quelle sul borgo / che una volta è bastata / nel quarantaquattro a gennaio, in pieno mattino: / le sirene d’allarme / e gli scoppi possenti / nella pineta, poi centrando le mura / in quella guerra maledetta e Santa Lucia / e le case e la scuola elementare /
    madonnamia / il rumore assordante, il fumo alzarsi in ammassi / lo schizzare dei sassi e la gente / cercare rifugio laddove si può. / In ventisei sono morti e di potte una dozzina / anime bianche chiamate al Signore / con la voce più spietata. / Poi gli sfollati / che a tarda
    notte sgranavan rosari / ascoltando al Rio Grande i grandi boati / il tirar giù del ponte sulla strada di Orvieto / o nel buio d’altrove i bombardamenti a tappeto / e le mitraglie a seguire, gli altolà dei fascisti / i tedeschi gridare / un’ossuta lingua che mai
    fu di casa / in queste campagne. / Ma è temporale / è tuono quel botto che il sonno / ha rotto. E sull’orlo / del sonno si resta e smarriti: / la memoria sulle tracce di qualcuno / o lungo anni malcerti aggrappati. / E alla
    pena, ai troppi agguati ancora. / Ai disarmati.

    "Era un uomo normale, come altri forse / e bello, Bruno. L’inizio, è da questo momento / in poi: la storia comune di un uomo normale / in un dopoguerra di anni affamati / e di affanni."

    Fabiano Alborghetti Maiser

  • Autore: Fabiano Alborghetti
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 25/05/2017
  • Numero di pagine: 240
  • Codice EAN: 9788871687933
  • Prezzo di listino: 18 €
  • Lingua Originale:

In uscita il 25/05/17

“E dicendo di quell’uno / di quanti altri avrai parlato?”: si chiude così il romanzo in versi di Fabiano Alborghetti, che mette in scena la storia di un “uomo normale” (così l’incipit), di una “vasta famiglia”, di una lunga porzione di secolo. Dall’uno agli altri, cioè dalla vicenda individuale alla storia collettiva, e un tempo si sarebbe potuto aggiungere dalla coscienza individuale a quella di classe, questo libro coraggioso prova a mettere al lavoro la poesia sul piano inclinato della narrazione sociale. Romanzo/poema in controtendenza, Maiser conduce allo spasimo la cifra di una scrittura già testimoniata dal precedente percorso del suo autore: da L’opposta riva (2006), con i suoi clandestini senza nome braccati dal destino, agli orrori quotidiani di Registro dei fragili (2009), Alborghetti ha sempre affondato i suoi strumenti poetici nella realtà più bruciante. Ora, un’identica ustione si prolunga nei decenni della storia italiana novecentesca, negli “sguardi lupeschi” e disperati degli emigranti del Sud. Come sempre, “dinanzi alla vita, anche quella più storta”.

Fabio Pusterla