w5x7n2 - nur1w8 - vjqnas - 8uabi1 - 30cnu8 - 8dr0z3 - iilud5 - tvqbj1

L’uomo dei dadi – Edizione speciale Luke Rhinehart

  • “Lo stile è l’uomo” disse un giorno Richard Nixon e dedicò tutta la vita ad annoiare i suoi lettori. Che fare se non esiste un uomo singolo? Uno stile singolo? Lo stile deve cambiare come cambia l’uomo che sta scrivendo la propria autobiografia o come cambiava in passato l’uomo di cui scrive? I critici letterari sosterranno che lo stile di un
    capitolo deve corrispondere all’uomo di cui si sta narrando la vita: norma perfettamente razionale la quale, pertanto, andrà violata ripetutamente. La vita comica dipinta come una grande tragedia, gli eventi di ogni giorno descritti da un pazzo, un uomo innamorato descritto da uno scienziato. Insomma. Non perdiamoci in altre divagazioni sullo stile. Se casualmente stile e contenuto coincideranno in uno
    di questi capitoli sarà per un colpo di fortuna che, speriamo, non si ripeterà troppo spesso. Un abile caos: questo sarà la mia autobiografia. L’ordine sarà cronologico, innovazione che pochi osano al giorno d’oggi. Ma lo stile sarà rimesso al caso con la saggezza del Dado. Mi deprimerò e librerò, esalterò e disprezzerò. Passerò dalla prima persona alla terza: userò la
    prima persona onniscente, artifizio narrativo generalmente riservato all’Altro. Quando si verificano distorsioni o digressioni nella storia della mia vita, le abbraccerò perché una menzogna ben raccontata è un dono degli dèi. Ma le realtà della vita dell’uomo dei dadi sono più avvincenti delle mie invenzioni più ispirate. La realtà sarà dominante grazie al suo valore di intrattenimento. Racconto la storia della
    mia vita per quell’umile ragione che ha ispirato tutti gli utilizzatori di questo genere: per provare al mondo che sono un grande uomo. Fallirò, naturalmente, come tutti gli altri. “Essere grandi significa essere fraintesi” disse un giorno Elvis Presley e non si può dargli torto. Io parlo di un uomo che ha tentato istintivamente di realizzarsi in un modo nuovo,
    e verrò giudicato pazzo. Così sia. Se fosse altrimenti, saprei di aver fallito.

    “Conduci una vita insignificante, una vita da schiavo, una vita che non ti soddisfa, ma c’è una via per uscirne. Questa via è il dado. Lascialo fare, sottomettiti a lui e vedrai, la tua vita cambierà, diventerai qualcuno che non immagini. Sottometterti al dado ti renderà finalmente libero. Non sarai più nessuno, sarai tutti. Non sarai più te, sarai finalmente te”.

    Luke Rhinehart L’uomo dei dadi – Ed...

  • Autore: Luke Rhinehart
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: The Dice Man
  • Data Pubblicazione: 16/11/2017
  • Numero di pagine: 544
  • Codice EAN: 9788871688064
  • Prezzo di listino: 20 €
  • Lingua Originale:

“Sono stato un marito devoto, un adultero multiplo
e un omosessuale sperimentale”.

Psicanalista affermato, ex studente modello, lucido, prestante, Luke Rhinehart conduce una vita ‘impegnata o, meglio, banale, intricata, in stato di libertà congelata’. Stufo di blaterare di psicanalisi, borsa e orgasmi, di ‘far passare i propri pazienti da uno stato di stagnazione tormentata a uno stato di stagnazione compiaciuta’, Luke è in crisi. La moglie è splendida, i figli adorabili, ma la famiglia gli appare ‘una specie di nodo scorsoio teso con infallibile precisione attorno alla gola’. E la psicanalisi, ‘un lussuoso tranquillante a effetto più che ritardato, soprattutto dubbio’.
Al termine di un’ennesima, paludosa serata di poker, Luke tenta un rimedio alla noia: scorge fra le carte da gioco un dado, e gli ‘affida’ una prima, formidabile decisione a ‘luci rosse’, che coinvolge la moglie del suo migliore amico. Ingolosito dagli esiti a dir poco sconvolgenti, Luke non resiste alla tentazione di proseguire il gioco nei giorni successivi. Anche perché il dado reagisce bene, benissimo, si rivela anzi un mezzo oracolo: risponde a ogni domanda, dalla più banale alla più estrema… lanciando, letteralmente, Luke, e con lui uno stuolo sempre più nutrito di ‘cultori’, in situazioni splendide quanto assurde, allucinanti ma illuminanti.
Capitoli roventi (di sesso) ed esplosioni comiche, animati da una pungente satira di luoghi comuni e cliché della nostra bigia Società del Tardo Impero, hanno fatto dell’Uomo dei dadi un successo clamoroso e duraturo in mezzo mondo.