La scommessa Lello Gurrado

  • L’ultima parola, un monosillabo, l’aveva pronunciata in tribunale, prima della lettura della sentenza definitiva. “L’imputato ha una dichiarazione da fare?”, “No”. Poi basta. Nessuno aveva più sentito la sua voce. Qualcuno assicurò di averlo visto sorridere quando il giudice aveva detto ventidue anni, ma pochi ci credettero perché era noto che Renato Schiavi aveva smesso di sorridere da tempo. Per sei
    mesi venne sballottato da un carcere all’altro. Le prime notti da solo in una prigione di massima sicurezza, sorvegliato ventiquattro ore su ventiquattro per timore che tentasse di uccidersi, poi in cella con uno spacciatore e un omicida, in un lurido penitenziario isolano tra vermi e scarafaggi, quindi in un carcere modello lugubre e asettico, fino al luogo dove avrebbe
    scontato l’intera pena: Santa Vittoria.

    “– Gliene do atto, Schiavi, lei è un giallista molto corretto. E proprio per questo mi piacerebbe misurarmi con lei. – Che cosa intende dire? Il critico letterario prese fiato prima di rispondere. – È semplice: vorrei proporle una scommessa. Ci penso da quando ho saputo che anche lei sarebbe finito in questa prigione come me. Lei, Schiavi, scrive un giallo sotto i miei occhi, e io, prima di leggere l’ultimo capitolo, le dico chi è il colpevole.”

    Lello Gurrado La scommessa

  • Autore: Lello Gurrado
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 25/02/2010
  • Numero di pagine: 256
  • Codice EAN: 9788871685250
  • Prezzo di listino: 15 €
  • Lingua Originale:

Potrebbe essere l’incubo di uno scrittore: finire rinchiuso per anni nello stesso carcere con un critico letterario. Un critico che per di più ti conosce e ti segue da sempre, e indovina il finale di tutti i tuoi gialli. In cella, al refettorio, in infermeria non ti dà tregua: cova propositi sinistri, vuole proporti una scommessa. Ti sfida a scrivere un giallo davanti a lui, convinto di poter indovinare anche così chi è l’assassino. La posta in gioco è altissima: la libertà. Difficile resistere e tu cedi: concepisci la storia, la scandisci sui tasti di una vecchia macchina da scrivere, subisci le continue interruzioni del critico. “L’ispettore non mi piace, lo preferisco meno impulsivo”. “No, no, qui non si sogni di cavarsela con una sintesi, voglio gustarmi il dialogo battuta per battuta”. Intanto Baby Evert, ragazza solare e coraggiosa, muore in circostanze misteriose, e nella famiglia del suo amante, sposatissimo finanziere cinquantenne, penetrano spifferi, esplodono uragani.

Personaggi e storie invadono la cornice fin troppo tranquilla e silenziosa del carcere modello di Santa Vittoria. Già, ma cosa ci fanno in galera uno scrittore e un critico letterario? Hanno violato le leggi degli uomini o della letteratura?

Un giallo matrioska che sferra il contropiede all’ultima riga.