La principessa sposa William Goldman

  • Prefazione. Quando avevo dodici anni, dovetti passare una settimana in ospedale; tra le altre cose, mi avrebbero circonciso. Aspettare era una tortura, così per far passare il tempo mia mamma mi regalò un libro. Quel semplice gesto, rivoltò il mio mondo come un guanto. Avevo già letto altri libri, ma quello in particolare fu il primo a rapirmi. Mi portò via con sé, dentro
    alle sue pagine: non chiese mai il riscatto, e in un certo senso non mi fece più tornare indietro. Il libro era I ragazzi della via Pal. Passai direttamente dal mio letto d’ospedale alle strade di Budapest di inizio Novecento senza nemmeno dover fare un passo. Riuscì a cancellare dalla mia mente anche tutta quella faccenda della circoncisione.

    “ – Hai due possibilità: sposarmi e diventare la donna più ricca e più potente nel raggio di mille miglia, regalare tacchini per Natale e darmi un figlio, o morire tra strazi e tormenti, in un futuro molto prossimo. A te la scelta. – Non ti amerò mai. – Non saprei che farmene, del tuo amore”. – Va bene, allora sposiamoci”.

    William Goldman La principessa sposa

  • Autore: William Goldman
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: The Princess Bride
  • Data Pubblicazione: 29/03/2007
  • Numero di pagine: 334
  • Codice EAN: 9788871684642
  • Prezzo di listino: 17 €
  • Lingua Originale:

Un celebre sceneggiatore è disperatamente a caccia di una copia del romanzo chiave della propria infanzia. Quel romanzo gli aveva spalancato orizzonti impensati, rivelato uno strumento strepitoso: la lettura. Darebbe un occhio pur di trovarlo, vorrebbe regalarlo al figlio viziato e annoiato, sperando che il prodigio si ripeta. Quando ne agguanta una copia, si rende conto che molti capitoli noiosi erano stati tagliati dalla sapiente lettura ad alta voce del padre. Decide di riscriverlo. Togliere lungaggini e divagazioni. Rendere scintillante la “parte buona”. La magia si realizza. Il risultato è straordinario.

Si parte da una cotta clamorosa, un amore eterno tra un garzone di stalla e la sua splendida padrona, che sembra naufragare a causa di una disgrazia marittima. C’è poi il di lei fidanzamento con un principe freddo e calcolatore. Poi c’è un rapimento, un lungo inseguimento, molte sfide: il ritmo cresce, l’atmosfera si arroventa. Il trucco della riscrittura – arricchito da brillanti “fuori campo” dell’autore – l’incanto di personaggi teneri o diabolici, i dialoghi perfetti, fanno crescere il romanzo a livelli stellari. Disfide, cimenti, odio e veleni, certo. Ma anche vera passione, musica, nostalgia. Si corre a trecento all’ora su un terreno tutto nuovo che abbraccia classico e stramoderno, fiabesco e farsesco, ironico e romantico.

Seicento pareri a cinque stelle su amazon.com lo proclamano ad alta voce: “Puro genio… regalatevi e regalate questa meraviglia… cosa si può chiedere di più a un libro?”

Leggi la prefazione di Cristiano Cavina in Audio, video & tutto il resto.

La prefazione di Cristiano Cavina

Quando avevo dodici anni, dovetti passare una settimana in ospedale; tra le altre cose, mi avrebbero circonciso.
Aspettare era una tortura, così per far passare il tempo mia mamma mi regalò un libro.
Quel semplice gesto, rivoltò il mio mondo come un guanto.
Avevo già letto altri libri, ma quello in particolare fu il primo a rapirmi.
Mi portò via con sé, dentro alle sue pagine: non chiese mai il riscatto, e in un certo senso non mi fece più tornare indietro.
Il libro era I ragazzi della via Pal.
Passai direttamente dal mio letto d’ospedale alle strade di Budapest di inizio Novecento senza nemmeno dover fare un passo.
Riuscì a cancellare dalla mia mente anche tutta quella faccenda della circoncisione.
Ero troppo impegnato a chiedermi come fosse possibile che quelle strade e quei ragazzi che prendevano vita nel racconto assomigliassero tanto a me e ai miei amici.
Quel libro fece di me un lettore.
E leggere, è un genere d’amore inossidabile, dura per sempre.
Ma ha i suoi risvolti spiacevoli; non sono tanti, però qualcuno c’è.
Da quel giorno, i libri mi hanno portato in giro per il mondo, a spasso per la galassia in lungo e in largo, senza nemmeno dovermi alzare dal divano o dal letto.
Mi hanno fatto conoscere un sacco di persone incredibili e trascinato in ogni sorta di avventura.
Non posso più separarmi da loro, così come non posso separarmi dal mio fegato o dal mio cuore.
La parte spiacevole è che non tutti i libri hanno questa potenza, e in fin dei conti il più delle volte continui a leggere nella speranza di ritrovare quella magia che ti aveva rapito la prima volta, facendoti dimenticare il resto del mondo, compreso te stesso.
È un po’ come setacciare un torrente alla ricerca dell’oro. Spesso rimani lì con il tuo retino e qualche sasso da niente, a volte con un po’ di polvere preziosa.
A volte, quando l’acqua è filtrata, ci trovi una bella pepita.
Era da anni che sentivo parlare del libro che ora avete tra le mani, La principessa sposa.
Il grande Stephen King, che leggevo con devozione da ragazzo e che considero un maestro dell’arte del raccontare, parlava del suo autore, William Goldman, come di un genio.
Qualcosa di vero doveva esserci. Goldman è uno dei più grandi sceneggiatori mai esistiti. Il maratoneta è roba sua. Misery non deve morire, anche. Tanto per dirne qualcuno.
Ma i libri di cui sento tanto parlare mi terrorizzano; senza contare che avevo già visto due o tre volte il film che ne era stato tratto, La storia fantastica.
Ho paura che mi deludano, insomma, come un torrente che tanti hanno già setacciato in lungo e in largo: corri il rischio di rimanerci piantato in mezzo con un pugno di mosche in mano.
Ho aspettato un po’, prima di leggerlo. Ogni tanto lo guardavo di traverso. Quante probabilità ci sono che un grande sceneggiatore sia anche un grande scrittore? Insomma, è la matematica, no? No.
Un giorno l’ho aperto, e il libro, semplicemente, mi ha portato via. Potevo benissimo essere ancora all’ospedale, in attesa che mi operassero.
Qualcuno dovrebbe aggiungere una postilla alla teoria della relatività di Einstein. Anche i libri che amiamo, annullano il tempo e lo spazio. Ho divorato La principessa sposa in un giorno. Semplicemente, non potevo smettere di leggere. Sfamava il mio costante bisogno di stupore. C’era tutto, dentro. L’amore, l’avventura, la lotta contro le avversità, il terribile Vizzini, Montoya lo spadaccino che cerca vendetta, Buttercup e Wesley che si cercano contro tutto e tutti.
Non devo nemmeno rileggere il libro per scrivere queste pagine; è qui, dentro di me, in questo istante.
E poi, c’è la voce di Goldman, c’è la sua vita di ragazzino che scopre in ritardo l’amore per i libri.
“Non mi sono dimenticato di te” gli risponde la sua maestra quando lui le spedisce il suo primo romanzo. “Sei la mia rosa tardiva”.
La principessa sposa è in effetti un libro che non c’è, è il libro che Goldman non ha mai voluto leggere, perché vuole che rimanga per sempre la storia che suo padre gli leggeva quando era a letto ammalato.
Così, lo riscrive, affidandosi ai suoi ricordi. E quello che ci lascia, è una storia bellissima. Una storia come ce ne sono solo in quei libri che dopo averli letti passano con te il resto della vita.
Io abito a Casola, in Romagna, ma mi piacerebbe abitare a Los Angeles, in California, per poter incontrare William Goldman e stringergli la mano con cui l’ha scritta.

Cristiano Cavina