La fabbrica della speranza Lavanya Sankaran

  • Anand K. Murthy aveva due finestre nel suo ufficio. La prima, stretta e con un chiavistello duro che si apriva sempre con difficoltà, gli offriva uno scorcio sul complesso della fabbrica. La seconda, la sua preferita, era una vetrata panoramica insonorizzata che dominava il reparto produzione. Anand aveva superato da un pezzo la fase in cui aveva bisogno di sorvegliare
    l’andamento del lavoro nei minimi dettagli quotidiani, piuttosto era una vista che gli suscitava un’immancabile soddisfazione. Era lì in piedi ora, con il peso della giornata imminente che incombeva su di lui. Non era incline al nervosismo, no di certo, ma oggi ne stava indiscutibilmente sperimentando una versione fantasma: bocca asciutta, respirazione accelerata e un fremito incontrollabile che gli correva su
    e giù per la schiena. Prese il bicchiere d’acqua appoggiato al sottobicchiere in plastica con la scritta “Cauvery Auto” sbalzata a lettere arancioni su sfondo blu. Bussarono alla porta aperta; posò il bicchiere e sorrise. «Venga, venga, buongiorno». Vedere il signor Ananthamurthy gli fece bene. Il direttore della produzione lavorava con Anand fin dagli albori dell’azienda. Quindici anni prima, Ananthamurthy era un
    uomo maturo con un modo di fare tranquillo che celava anni di esperienza operativa; adesso, con uno shock improvviso, Anand si rese conto che stava guardando una persona che si avvicinava alla pensione. Fisicamente, gli anni non avevano cambiato Ananthamurthy, a parte ingrigire un po’ i pochi capelli lunghi pettinati sulla testa calva e tracciare qualche ruga agli angoli esterni
    degli occhi. Per il resto, era sempre uguale: magro, diritto, con quella caratteristica di assoluta affidabilità, come un vecchio orologio svizzero, sempre preciso e infallibile.

    "Ed era quello, in definitiva,
che parlava alle profondità della sua anima: il desiderio
di appartenere a un popolo
che tornasse a rivendicare
la propria capacità di costruire cose di grande bellezza,
forma e scopo."

    Lavanya Sankaran La fabbrica della speranza

  • Autore: Lavanya Sankaran
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: The Hope Factory
  • Data Pubblicazione: 20/02/2014
  • Numero di pagine: 432
  • Codice EAN: 9788871686813
  • Prezzo di listino: 17 €
  • Lingua Originale:

Anand è un uomo che fa. Come un pioniere, si è aperto la strada in una terra ostile – lo stato indiano somiglia al nostro, invadente e dispotico quando chiede, inesistente quando serve – e intravede finalmente l’orizzonte: la sua è una fabbrica modello, pronta a decollare sul mercato internazionale.
 Anche i suoi figli gli sembrano un miracolo, mentre la moglie è capricciosa e insicura. 
Nei sogni Anand accarezza un’altra donna: accanto a Kavika, non è più solo, le parole sono calde e vive, si sciolgono in bocca.
 E quando di colpo tutto si complica, perché politici rapaci lo tormentano con un subdolo ricatto, Kavika è l’unica che lo sa ascoltare.
Ma qual è il karma di Anand? Proteggere sua moglie per amore dei figli, o dare ascolto ai propri bisogni più intimi e abbandonarsi tra le braccia di Kavika?
 Cedere al ricatto che minaccia la sua fabbrica e adeguarsi alla corruzione imperante, o combattere e dire di no?
Kamala è una vita che combatte.
Ha lavorato nei cantieri con il figliolino al collo, dormendo sul marciapiede in una tenda improvvisata.
Fare la serva per la famiglia di Anand le sembra una conquista: ha una casa minuscola in cui tornare la sera, può mandare a scuola il suo amato Narayan.
La sua vita è distante mille miglia da quella dei suoi datori di lavoro, che spendono in un pomeriggio di shopping quello che lei guadagna in un anno, ma Kamala sarebbe contenta così. Se non fosse per la speculazione edilizia che minaccia la sua casa. Se non fosse per la calunnia che rischia di distruggere tutto quello che ha.
Nell’India del massimo e del minimo, Kamala e Anand difendono la speranza senza perdere la realtà.