Krill Gabriele Belletti

  • Per sempre si è / chiusi nel corpo / mai nella mente. / Braccia conserte / faccia sospesa / resta / nel tardo pomeriggio / della mente / – che non fa essere / neppure muovere – / e nell’ospizio / le arie povere / sono lente, / le ore mari stanchi / dove si lasciano / barchette malandate.
    / Non si ha un motivo solo / per continuare / ancora, salpare. / Si resta ormeggiati / nell’ultimo porto. / Ora per ora si aspetta / impenitenti galleggiando / in questo ultimo limbo / sordo.

    Un getto d’acqua esce / oltre la superficie del mare. / Per un solo istante / è Dina / che ritorna / a respirare.

    Gabriele Belletti Krill

  • Autore: Gabriele Belletti
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 10/09/2015
  • Numero di pagine: 184
  • Codice EAN: 9788871687285
  • Prezzo di listino: 17 €
  • Lingua Originale:

È uno strano libro, questo, controllatissimo eppure capace di azzardare, di stupire con una parola leggera, ricca di coraggio, di inventiva e di immaginazione.

Due grandi vettori tematici, narrativi e simbolici si fronteggiano in Krill, dando origine a una stupefacente metamorfosi. C’è un luogo di pena: il nosocomio Villa Serena, dove la signora Dina, protagonista del poemetto, si allontana in una lentissima agonia, fatta di sospiri e di cori misteriosi, cui assistono impotenti il figlio e un’altra anziana signora, Maria Gentilini. E c’è il mare assediato da una gigantesca chiazza di petrolio, il disastro della piattaforma Deepwater Horizon, la chiazza/bara che si estende, la superficie delle acque che si fa nera.

Ma il mare è anche il luogo mentale o simbolico che chiama la signora morente. Ed ecco, lancinante, la metamorfosi: la signora Dina diventa una balena, fugge dall’orrore petrolifero, s’inabissa, cerca le correnti, si dirige senza saperlo verso il krill, il nutrimento che innescherà forse una rinascita, schiuderà un oltre. E con lei ogni cosa si trasforma in un canto sommesso, disperato eppure luminoso, in cui la musica e il ritmo sollevano le parole in un piccolo volo.

È un libro felice, questo, malgrado il dolore, la consunzione e la morte; ed è felice perché felici e giuste sono le parole che lo compongono, e che si stenta a credere siano state trovate da un autore così giovane, in un esordio tanto inatteso e tanto sorprendente.

Fabio Pusterla

In copertina, un’incisione di Luca Mengoni.