Inutile Tentare Imprigionare Sogni Cristiano Cavina

  • L’ITIS Alberghetti odorava di ossido di saldatura e plastica di cavi elettrici. Il vecchio ITIS Mattei, invece, odorava di ossido di saldatura e lubrificante di raffreddamento. Tutti e due erano popolati dalla stessa fauna e non serviva il cervello per scoprirlo; un paio di narici erano più che sufficienti. Quattrocento studenti, tutti maschi. Tanto valeva entrare in clausura. L’Alberghetti di Imola occupava
    un’antica dimora di campagna appartenuta a un ricchissimo conte ormai estinto, adagiata lungo un intero lato di corso Dante, un viale di ippocastani che dalla circonvallazione vecchia andavano in processione fino al ponte dell’autodromo. Corso Dante era davvero un’oasi di pace, forse non del tutto dimenticata da dio, ma di sicuro dagli autobus di linea che per motivi sconosciuti ci
    giravano sempre alla larga. I figli dei servi della gleba che come me scendevano ogni mattina in città dal contado dovevano affrontare un lungo e accidentato percorso dalla stazione delle corriere, un pellegrinaggio in cui ti toccava attraversare tutto il centro storico e che ti lasciava davanti ai cancelli con la lingua a penzoloni e la schiena rotta. Io, che quasi mai
    avevo il fisico adatto alle incombenze della vita quotidiana, non potendo tiranneggiare la bassa manovalanza di prima e seconda, guardavo sempre con una certa invidia i ragazzi più grossi che invece la sfruttavano a piene mani. Gli schiavi del biennio arrivavano in fila indiana per ultimi, carichi di zaini come i muli degli alpini.

    “Poi arrivò Consoli Camproni con le toppe sulle maniche, tenendo per mano quella che sembrava una bellissima soldatessa. Indossava un bellissimo giubbotto militare e in testa aveva un basco da paracadutista. Dentro il giubbotto molto pluridecorato c’erano un paio di panta nere molto attillate e una maglietta bianca con un arcobaleno molto ben sfumato. Dentro le panta e la maglietta c’era Veroli Wanda. Dentro Veroli Wanda non c’era niente.”

    Cristiano Cavina Inutile Tentare Imprigionare Sog...

  • Autore: Cristiano Cavina
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 5/09/2013
  • Numero di pagine: 224
  • Codice EAN: 9788871686684
  • Prezzo di listino: 16 €
  • Lingua Originale:

All’istituto tecnico Alberghetti non suona la campanella.
Una sirena da contraerea urla la fine dell’ultima ora.
Confittoni è preoccupato: ha un intorto con una tipa di ragioneria e non può certo presentarsi con quella felpa piena di scheletri e simboli satanici.
La tipa che lo aspetta insegna catechismo.
Oscar Rosini, sultano dei pluriripetenti, si impietosisce: con gesto fluido da torero si sfila il fedele montoncino e lo drappeggia sulla felpazza dannata.
Con le falde del montoncino svolazzanti e un sorriso immenso, Confittoni saltella verso il suo intorto. Creonti e Figna lo guardano invidiosi dal cancello. Vittime predestinate del rientro pomeridiano, restano lì a rollare canne con una mano sola.
Confittoni torna in ritardo, con un occhio nero e il montoncino insanguinato.
A Creonti viene in mente la vicina del piano di sopra, che ha visto in cortile con il labbro spaccato e una ciabatta sola.
Forse è per quello che si muove per primo.
Aggrappato al piano b più scricchiolante del mondo, sfidando gli anatemi del vicepreside baffuto in tuta verde, affronta campioni della pace arcobaleno che ti stampano otto punti di sutura sulla fronte.
Non l’ha proprio scelto, Creonti, ma ormai c’è dentro fino al collo. C’è un torto da vendicare, e molto di più.
Ci sono sogni che non puoi mettere in gabbia e cuori che si spezzano. Ci sono cose che non cambiano.
C’è una libertà, almeno una, che non ci faremo togliere.
La libertà di scegliere che cosa cantare.
In forma strepitosa, Cavina ci parla d’amore: dei gioielli veri e fragili di un momento, di monete false e di bigiotteria.
Con la dolcezza di un cantastorie, scena dopo scena, trasforma aule di scuola in una giungla misteriosa, e tra scimmie, avvoltoi e pantere ci porta fin là, in una piccola cucina, dove una verità semplice, senza pretese, illumina gli occhi dietro un ferro a vapore.