In fuga con la zia Miriam Toews

  • Mmm, e così butta male. Qualche settimana fa in piena notte ricevo una telefonata a carico da mia nipote Thebes: le serve aiuto, per favore, con Min. Dice che ci ha provato a tenere botta ma non ce n’è. Min è inchiodata a letto, tira avanti a siluretti blu, convinta che un milione di automobili metallizzate stiano per piombare su
    di lei (buio totale su cosa mai intendesse Thebes), Logan passava guai a scuola per via di certe storie inquietanti che scriveva, Thebes si era spacciata per Min al telefono con il preside, la casa cadeva a pezzi, la controporta del cortile era volata via, una famiglia di topi feroci si era installata dietro il pianoforte, i vicini erano stufi
    di ritrovarsi asce in cortile ogni due per tre, (ancora qualcosa di incomprensibile in cui c’entrava Logan)… in sostanza, le cose stavano sfuggendo di mano. E Thebes ha soltanto undici anni. Le dico che arrivo al più presto. Non ho scelta. E cosa posso fare. I nostri genitori sono morti. Min non ha nessun altro e, praticamente in ogni senso, nemmeno
    io. Chiaro, avrei preferito continuare a bighellonare per Parigi dandomi arie da artista con il mio lunatico fidanzato Marc e la sua idiosincrasia per gli aggettivi, ma tanto lui se n’era andato in un ashram in India dicendo che avremmo comunicato telepaticamente. Ci avevo provato un paio di volte, prima della sua partenza. Ti amo, non andare, gli avevo trasmesso
    in silenzio, senza muovere le labbra. Era in piedi accanto a me, tentava di fotografare una gargoyle. Sei un po’ in mezzo, aveva detto. Ti puoi spostare? Non c’era telepatia che tenesse, con lui, ma forse bisogna essere a migliaia di chilometri di distanza da qualcuno perché i tuoi pensieri acquistino la potenza e la velocità necessarie per colpire il
    bersaglio.

    “Decido di chiamare Marc. Ho fatto infiniti, inutili tentativi di svincolarmi, di staccarmi e allontanarmi da lui, dal pensiero di lui, ma ci sono momenti, come questo, in cui lui riesce a infilarsi di soppiatto e insediarsi nel mio cervello e che ci posso fare. "

    Miriam Toews In fuga con la zia

  • Autore: Miriam Toews
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: The Flying Troutmans
  • Data Pubblicazione: 12/01/2017
  • Numero di pagine: 352
  • Codice EAN: 9788871687780
  • Prezzo di listino: 12 €
  • Lingua Originale:

Sono in tre, partono dal Canada, sfrecciano verso il confine messicano.
Al volante Hattie, giovanissima zia, tornata al volo da Parigi perché la sorella Min, tanto per cambiare, picchia in testa e lascia i figli da soli.
Di fianco a lei Logan, pantaloni troppo larghi, parole poche ma precise, incise sul cruscotto con la punta del coltello: la sua musica Crucifucks, OutKast, Public Enemy, e gli piace sapere che in ogni angolo del mondo troverà uno straccio di campetto di basket dove tirare a canestro.
Ha quindici anni, succhiotti sul collo, e il suo sorriso è come un uragano, eroina, partorire un figlio.
Sul sedile dietro Thebes, undici anni, un fiume di parole, costruisce aquiloni e buoni regalo giganti che danno diritto a diventare attore, o ad affidarle dieci segreti da custodire.
Viaggia con un enorme dizionario che la tiene attaccata alla terra, mentre i suoi pensieri volano sempre più su. Il suo saluto è “Bonjourno!”, la sua sensibilità profetica, il suo umorismo irresistibile.
Puntano al margine della California, al luogo sperduto nel deserto dove il padre si è rifugiato da anni, in esilio da un amore troppo difficile con la madre dei suoi figli.
È un viaggio di sogni, giochi meravigliosi e parole, telefonate ad amori lontani.
Nel vapore della doccia di un motel si vede chiaramente con chi stiamo, a cosa apparteniamo: seduti sul paraurti nel deserto apriamo finalmente le braccia a chi è dentro di noi.