Repertorio dei matti della città di Milano Autori Vari

  • Uno era il terrore dei baristi che lavoravano nei pressi della Stazione centrale. Arrivava alle sei e mezzo del mattino, nel pieno della ressa, e ordinava sette latti macchiati tiepidi, esigendo che gli fossero serviti contemporaneamente. I baristi che lo conoscevano non si azzardavano a contraddirlo, preferivano piuttosto far imbestialire gli altri clienti, viaggiatori e pendolari che per colpa sua
    rischiavano di perdere il treno. Quando dietro al bancone c’era uno nuovo, succedeva a volte che non lo prendesse sul serio e che gli preparasse i latti macchiati uno per volta, inframezzandoli alle altre ordinazioni. In quelle occasioni lui si arrabbiava molto, batteva forte i pugni e urlava improperi con la sua voce stridula. A volte saggiava la temperatura infilando
    il dito nel bicchiere, un atteggiamento che metteva paura anche ai baristi meno sprovveduti. Di solito ritornava nello stesso bar dove era stato al mattino anche al pomeriggio, quando la situazione era più tranquilla; in quei casi però ordinava solo due aperitivi analcolici, di norma un Crodino e un Sanbittèr. Poi, prima di andarsene, tirava fuori dei fogli di quaderno
    pieni di disegni bizzarri, che lui faceva a penna, e li distribuiva agli avventori.

    "Una ragazza in un bar di via della Moscova spiegava a un’amica che dovevano vestirsi da russe, loro due, come due studentesse russe che facevano l’università. Che quello era il modo a Milano per farsi notare dagli uomini ricchi."

    Tschingis Aitmatov Repertorio dei matti della citt...

  • Autore: Autori Vari
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 14/05/2015
  • Numero di pagine: 176
  • Codice EAN: 9788871687223
  • Prezzo di listino: 10 €

«Qualche mese fa ero a Genova a fare un seminario di letteratura, a me a Genova, non so perché, la gente, mi sembrano tutti un po’ squinternati, e ai ragazzi che facevano il seminario, quando ho letto dei pezzi dal Repertorio dei pazzi della città di Palermo, di Roberto Alajmo, ho chiesto ai ragazzi che facevano il seminario Ma perché non fate il Repertorio dei pazzi della città di Genova? E dopo, il giorno dopo son tornato a Bologna, a guardarmi intorno a Bologna ho pensato che anche a Bologna, c’era pieno di squinternati e mi sono chiesto Ma perché non facciamo il Repertorio dei pazzi della città di Bologna? E ho immaginato che si sarebbe potuto fare un corso di scrittura, non so come dire, senza sentimento, perché il repertorio dei pazzi mi sembra vada scritto come l’ha scritto Alajmo, come se non intervenissero i sentimenti, con il tono degli elenchi di Perec (il Mi ricordo, o Alcune delle cose che dovrei pur fare prima di morire, o, addirittura, il Tentativo d’inventario degli alimenti liquidi e solidi che ho ingurgitato durante l’anno millenovecentosettantaquattro). Bisognerebbe, ho pensato, raccogliere una quindicina di persone (massimo venti), per due fine settimana, sei ore al giorno, 24 ore in tutto di un corso dove si ragioni di queste scritture prive di sentimento, se così si può dire (penso alle cronache medievali, in particolare alla Cronaca di Fra Salimbene, a Il diario intimo di Sally Mara di Raymond Queneau, a La coda di Vladimir Sorokin, a I remember di Joe Brainard e alle sue varie riscritture, da quella di Perec, Je me souviens, a quella, italiana, di Matteo B. Bianchi, Mi ricordo), paragonandole anche alle scritture sentimentali (mi vengono in mente i testamenti di Essendo capace di intendere e di volere del notaio De Matteis, Vite sbobinate, di Alfredo Gianolio, La banda dei sospiri, di Gianni Celati, o, anche, le Lettere di condannati a morte della resistenza italiana). E durante questi due fine settimana, e tra i due fine settimana e subito dopo i due fine settimana i partecipanti si documenterebbero, nei bar, nelle biblioteche, sui posti di lavoro, per reperire il materiale da trasformare poi, sul modello del libro di Alajmo, nel repertorio dei pazzi della città in cui sono.
A me piace il fatto che questo corso, pur assicurando la pubblicazione (si fa una specie di libro collettivo) toglie di mezzo la questione della personalità degli esordienti che è una questione, a volte, complicata, e mi sembra anche bello il fatto che si farebbero dei libri che sarebbero dei piccoli libri di storie, minime, laterali, ma, forse, memorabili, delle città in cui viviamo e che i partecipanti per un po’ sarebbero trasformati, mi viene da dire, in cronisti medievali della contemporaneità».
Paolo Nori

Per informazioni e iscrizioni sui corsi Repertorio dei matti della città di… clicca qui.

Gli autori del Repertorio dei matti della città di Milano sono: Domenico Arenella, Antonella Bavetta, Arianna Brunello, Elvis Crotti, Sissi Decorato, Valentina Doria, Francesca Giannone, Marenza Gigante, Gianni La Rocca, Grazia Lodigiani, Giulia Marani, Sara Merighi, Jacopo Narros, Anna Pavone, Tiziana Regine, Marianna Russo, Daniela Segalina, Lisa Vozza, Silvia Zamperini.