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Il più bello di tutti Vincenzo "Cinaski" Costantino

  • C’è una poesia in questa raccolta che riprende una canzone portata al successo dalla mia amica Nada. Comincia così: “Che freddo fa / quando non ci sono ritorni”. Versi che ghiacciano in un frame – per dirla col linguaggio del montaggio (e le atmosfere del cinema non sono estranee a queste pagine) – due aspetti ricorrenti nelle parole di Vincenzo. Intanto,
    sul piano tematico, la nostalgia. Un sentimento dolente che accomuna molti testi in questa opera: il guardarsi indietro verso un passato lontano (“mi sono fumato l’infanzia” si dice a un certo punto, riandando col pensiero al tempo in cui si buttavano sassi nel mare e non mozziconi per strada). Un passato che però si è costruito accumulando vita dietro le
    proprie spalle (quelle che infatti sono state curvate dalla ‘ricerca’): esperienze, peccati. Gli stessi che poi, parafrasando il titolo di un altro libro dell’autore, ci lasciano qualcosa di interessante da raccontare (meglio confessarsi di aver vissuto che essersi annoiati facendo incetta di rimpianti). Quella nostalgia, nel testo che citavo all’inizio, diventa subito concreta, corporea. Si trasforma nella sensazione di freddo.
    E questo elemento, dal punto di vista formale, mi sembra più in generale un tratto distintivo del modo di fare poesia di Vincenzo. Qualcosa che me la fa sentire vicina. Che mi permette di percepirla col corpo, appunto, oltreché con la testa e col cuore (che poi per me sono sempre inscindibili). Sono versi che si toccano (e per questo
    per me tanto più toccanti). “Accesi dagli odori”: quello per esempio del tabacco, “il profumo del pane” e poi quello del freddo (di nuovo) o della “malva rosa”; “l’aroma di caffè”. Procedono evocando la vita proprio nel modo in cui la percepiamo vivendo: e cioè attraverso i sensi. E così facendo ce la restituiscono intatta, “in un mondo in continua
    eccitazione”, mettendo in scacco quella stessa nostalgia che li ha ispirati. Perché se dai versi la vita emerge pulsante e concreta, allora è ancora possibile e si può rinnovare. Non a caso Che freddo fa si chiude così: “E ora di mettersi / in viaggio / un’altra volta / ancora”. Che poi è quello che cerco sempre di fare anch’io.
    In fondo: “Siamo clandestini del tempo / rubato / destinati al destino”. Chissà a chi di noi sarà capitato “il più bello di tutti”?

    “Sono versi che si toccano” Dori Ghezzi

    Vincenzo Costantino Il più bello di tutti

  • Autore: Vincenzo "Cinaski" Costantino
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 12/06/2019
  • Codice EAN: 9788871688589
  • Prezzo di listino: 12 €
  • Lingua Originale:

“La poesia è musica.
E le poesie di Cinaski suonano senza uno spartito”
Gian Paolo Serino


È la poesia bellezza? No.
È la poesia, bellezza.
Scendere agli inferi, annusare tutto, immergersi nelle brutture, corteggiare la vita come il più caparbio degli amanti, sedurla, prenderla da dietro stringendola ai fianchi.
Guardare allo specchio gli occhi che fanno l’amore con i postumi di verità.
Sentire le fusa della notte, che felina si avvinghia con le gambe e ti spinge dentro.
Non sono un bell’uomo. Sono un uomo.
Non sono un poeta. Sono un uomo.
Non siamo frasi fatte abbiamo dentro poesia.
Non sono un bell’uomo.
Sono un bel libro. Il più bello di tutti.