Il perché di tutto sommato Quim Monzó

  • Spingendo un carrello con un vassoio su cui sono disposti un bicchiere d’acqua, una boccetta di capsule, un termometro e una cartelletta, l’infermiera entra nella camera 93, dice «Buonasera» e si accosta al letto del malato, che giace con gli occhi chiusi. Lo guarda senza eccessivo interesse, consulta la cartella clinica appesa ai piedi del letto con le indicazioni di
    quel che bisogna fare, estrae una capsula dalla boccetta sul carrello e, mentre prende il bicchiere d’acqua, dice: «Signor Rdz, è l’ora della capsula». Il signor Rdz non muove una palpebra. L’infermiera gli tocca il braccio. «Avanti, signor Rdz». Colta dai più neri presentimenti, l’infermiera gli afferra una mano per sentirgli il polso. Niente. È morto. Rimette la capsula nella boccetta, accosta il carrello
    alla parete ed esce dalla stanza. Corre verso il posto infermieri di quell’ala dell’ospedale (la d) e annuncia alla caposala che il paziente della camera 93 è morto.

    "Sa che in fondo lei lo ama, e sa che se finge di essere dura è per non cadere in trappola, per non innamorarsi di lui come lui è innamorato di lei."

    Quim Monzó Il perché di tutto sommato

  • Autore: Quim Monzó
  • Genere: ,
  • Collane:
  • Titolo Originale: El perquè de tot plegat
  • Data Pubblicazione: 17/04/2014
  • Numero di pagine: 176
  • Codice EAN: 9788871686899
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

Qui si parla d’amore, si salvi chi può: corteggiatori, innamorati, seduttori e traditori fuggono a gambe levate, inseguiti da Quim Monzó.

Perché lo sanno bene, potranno ingannare la bella o il bello di turno, il marito, la moglie, l’amante, anche se stessi, ma non lui, che con le sue parole al tritolo manda all’aria maschere e paraventi snidando fantasmi tra le lenzuola. L’effetto è irresistibile, ridiamo fino alle lacrime del calciatore avido di angherie amorose, dell’ammiratrice che sposa il suo scrittore preferito, inaffidabile e squattrinato, lo rende padre responsabile e lavoratore, per poi piantarlo in asso, e innamorarsi di un nuovo scrittore inaffidabile e squattrinato; dell’uomo blu che si fa la moglie dell’uomo magenta e poi gli chiede aiuto per liberarsi di lei; della coppia che si sfascia per eccesso di sincerità. Si ride, certo, con qualche batticuore. Monzó ha sguardi corrosivi, ma non si chiama fuori dalla scena. Ci guarda, lo guardiamo, ci guardiamo e diventa impossibile negarlo, qui non si parla di altri, ma di noi.

In copertina, un’immagine di Teresa Doria.