Il diritto al ritorno Leon De Winter

  • Dopo aver terminato il servizio di ambulanza, Bram Mannheim si attardò in mensa fino alle due e mezzo del mattino, bevendo caffè con i ragazzi del turno di notte sotto la luce al neon e poi mangiando biscottini salati innaffiati di vodka. La sera prima erano usciti dieci volte nel distretto centrale. Quattro incidenti d’auto, due avvelenamenti, un suicidio, tre anziani
    infortunati. Alle sei e mezzo Hendrikus gli leccò le mani, come di consueto. Bram si era addormentato sul divano. Mentre il cane aspettava paziente, Bram si infilò un paio di pantaloncini e una maglietta. Afferrò il cellulare dal tavolo, prese in braccio Hendrikus e, con le ciabatte di plastica, scese i cinque piani con la scala di cemento. Nel giro di mezz’ora
    Tel Aviv si sarebbe destata e consegnata alle preoccupazioni di tutti i giorni, ma per adesso le strade polverose erano ancora tranquille sotto il cielo del mattino, un giorno luminoso con un’alba rosso violetto. Si sentiva sia l’odore del mare che della città, l’odore di qualcosa che, pur cominciando oggi in modo fresco e innocente, aveva un che di duraturo,
    tratto peculiare di questa parte del mondo da migliaia di anni: la puzza della putrefazione e dello sfacelo.

    “Una cosa era sicura: queste ore le avrebbe taciute a Rachel. Non era accaduto niente. Fra pochissimo avrebbe trovato Bennie. Era tardi. Di solito a quell’ora suo figlio era a letto da un pezzo. Immaginò che Bennie si fosse sdraiato da qualche parte e, spossato, si fosse addormentato. Se Bennie dormiva non poteva sentire niente, nemmeno la voce roca del padre, che non riusciva più a orientarsi e non aveva idea della direzione da prendere"

    Leon De Winter Il diritto al ritorno

  • Autore: Leon De Winter
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Het recht op terugkeer
  • Data Pubblicazione: 13/01/2011
  • Numero di pagine: 448
  • Codice EAN: 9788871685182
  • Prezzo di listino: 18 €
  • Lingua Originale:

Tutti quelli che hanno potuto, se ne sono andati.
Israele non è che un fazzoletto di terra, una città stato sotto assedio, dove vivono solo vecchi, criminali e puttane.
Ma Bram Mannheim è ancora lì.
Cerca disperatamente suo figlio Bennie, scomparso sedici anni prima.
Chi lo ha rapito, chi lo ha ucciso? O si è trattato di un incidente?
Figlio di un premio Nobel per la biochimica piuttosto sionista, marito di una bellissima pediatra mezza indiana, Bram stava per coronare, giovanissimo, una folgorante carriera accademica.
Scomparso Bennie – che aveva solo quattro anni – persa anche Rachel – che lo molla e si tuffa nel cinema – Bram quasi impazzisce, si trasforma in una specie di mistico dei numeri, un vagabondo.
Poi, miracolosamente, risorge.
Fonda ‘La banca’ – un’agenzia che rintraccia bambini scomparsi.
Rifonda il proprio rapporto con suo padre Hartog: intransigente fino all’estremo, ma pur sempre un genio alla fine dei propri giorni da ascoltare, comprendere, amare.
Infine, lo spiraglio di luce vera: nelle pieghe di internet, Bram scopre che forse suo figlio Bennie è ancora in vita.

Proiettato in un dopodomani dai contorni agghiaccianti, Il diritto al ritorno è un grido di dolore pieno di sentimento, un romanzo di tragica attualità sulle spaccature fra Israele e mondo islamico.