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Il Conoscente Umberto Fiori

  • 1. È vero: ci sono giorni che le vostre parole più care e buone mi suonano come insulti, giorni che dal mattino alla sera il sole splende contro di me come contro un ritaglio di lamiera: non mi si parla senza avere diritto in faccia il suo abbaglio tremendo. Ci sono volte che mi trovate là, fermo, freddo come
    l’avanzo nel piatto. Non vi ascolto, non alzo nemmeno gli occhi. È che ho la testa piena di una scena che ho visto tanti anni fa. 2. Estate. Una grande villa sul mare. Lì, tra scogli e pinoli, si teneva la Convenzione. Incontri, scambi, battere di ciglia, docce, equivoci, gare, eventi vari, pause, sbadigli, digrignare di denti. Gente in mezzo
    alla gente. Gente, anch’io: uno in più chiamato a convenire. Un convenuto, un ospite. Un estraneo. Eppure quei mattoni tiepidi, quelle aiuole di gerani, quelle fontane, quei portici, li sentivo parenti. Stavo lì come il mondo nella mente. In ogni pavimento riposava un’aria che sapevo; ogni stipite profumava di luce, di abbondanza. Persino il sentore di lardo, nelle cucine,
    era sobrio, solenne. Nel fresco delle stanze, nel legno bruno dei tavoli, nelle maniglie patinate dagli anni e dalle mani respirava una calma, un ordine antico e quieto, senza nemici. Un gesto largo, discreto. Ah, le case dei ricchi. I ricchi veri, voglio dire, come io ne ho incontrati (in sogno, forse) fin da bambino. I signori. A quelle
    mura solide e misurate noi Convenuti stavamo tornando, al termine dei lavori di una giornata rovente, carichi di mare e vento, di sole, di fatica e di pace. Era l’ora in cui la volontà finalmente si ferma, tace e si mette in ascolto, l’ora in cui dietro le forme del mondo che si ritirano dentro la pancia buona
    dell’ombra, senti una promessa. Ecco la sera. Ecco il premio che arriva, la ricompensa che il giorno tratteneva. Noi saremo contenti.

    È che ho la testa piena / di una scena che ho visto / tanti anni fa.

    Umberto Fiori Il Conoscente

  • Autore: Umberto Fiori
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 20/02/2019
  • Numero di pagine: 320
  • Codice EAN: 9788871688473
  • Prezzo di listino: 20 €
  • Lingua Originale:

È vero: ci sono giorni
che le vostre parole più care e buone
mi suonano come insulti,
giorni che dal mattino alla sera il sole
splende contro di me
come contro un ritaglio di lamiera:
non mi si parla senza avere
diritto in faccia
il suo abbaglio tremendo. Ci sono volte
che mi trovate là,
fermo, freddo
come l’avanzo nel piatto.
Non vi ascolto, non alzo nemmeno gli occhi.

È che ho la testa piena
di una scena che ho visto
tanti anni fa.


Un personaggio riemerso dal passato. Ridicolo e insinuante, arrogante e mellifluo. ll retro del mondo, i misteri: la storia italiana del secolo scorso, delle utopie, delle stragi. Un viaggio lungo le bellezze della penisola, fin ‘dietro le cose’. L’ineffabile, potentissimo signor Olindo. La malattia, la cura. Un’isola fumante. Una gara di insulti. Una canoa, un antico bassorilievo. Selva, la femmina che seduce e si restringe. Il confronto finale.
Il nuovo libro di Umberto Fiori è un racconto in versi falsissimamente autobiografico, un sogno – e per certi aspetti un incubo,  un’allucinazione – il cui protagonista porta lo stesso nome e cognome dell’autore. Il suo ambiguo antagonista – il Conoscente: mestatore politico, tuttologo rampante, infine tartufesco ‘guaritore’ – lo lusinga e lo provoca, lo trascina attraverso una serie di incontri che dovrebbero ammaestrarlo, rivelargli ciò che si ostina a ignorare, e finiscono invece per stordirlo e confonderlo. La verità, in questa storia, è un segreto osceno che si esibisce e si sottrae, un enigma di cui il Conoscente pretende di avere in pugno la chiave. ‘Umberto Fiori’  affronta i vari incontri come ci si sottopone a una serie di prove d’iniziazione nelle favole. Solo, senza amici, assediato da un’umanità grottesca e spocchiosa, riuscirà alla fine a sfuggire alla presa del suo mefistofelico terapeuta?