Il battello bianco Tschingis Aitmatov

  • Aveva due favole. Una sua, di cui nessuno era a conoscenza. E l’altra, quella che raccontava il nonno. Poi, non ne rimase niente. È questa la storia. Quell’anno aveva compiuto sette anni, era entrato nell’ottavo. Prima di tutto comperarono la cartella. Una cartella nera di tela, dalla luccicante chiusura metallica a scatto, che s’inseriva sotto la staffa. E una bella tasca laterale
    per le cose più piccole. Insomma, la più straordinaria delle più ordinarie cartelle di scuola. A pensarci, tutto cominciò da lì. Il nonno l’aveva acquistata dall’ambulante. Facendo il giro degli allevatori di bestiame, su e giù per la montagna, il furgone capitava talvolta anche da loro, nel Vallone San Taš, al posto di guardia della riserva forestale. Da quel punto, la riserva
    si stendeva tra gole e dirupi, risalendo il corso del fiume. Nel posto di guardia vivevano soltanto tre famiglie. Ma il furgone capitava di tanto in tanto anche dalle guardie forestali. Unico ragazzino di tutt’e tre le famiglie, era sempre lui il primo a scorgerlo. “Arriva!” gridava, correndo alle porte e sotto le finestre. “Arriva l’ambulante!” La strada penetrava fin là dalla riva dell’Issyk
    Kul’, zigzagando da una gola alla sponda del torrente, dalla sponda a una gola, sempre su pietre e buche. Una strada scomoda da percorrere. Raggiunte le pendici del Monte Sentinella, s’inerpicava dal fondo d’una stretta gola su su, fino al passo, per poi ricalare lungamente dall’altro versante, per una discesa ripida e spelacchiata, fino alle case delle guardie forestali. Il
    Monte Sentinella è proprio lì; d’estate il bambino correva in cima quasi ogni giorno, a guardare col binocolo, verso il lago. E di lì si vedeva benissimo la strada, come sul palmo d’una mano – chi andava a piedi e chi a cavallo; e, soprattutto, il furgone dell’ambulante.

    “Aveva due favole. Una sua, di cui nessuno era a conoscenza. E l’altra, quella che raccontava il nonno. Poi, non ne rimase niente. È questa la storia”.

    Tschingis Aitmatov Il battello bianco

  • Autore: Tschingis Aitmatov
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Belyj parochod
  • Data Pubblicazione: 26/04/2007
  • Numero di pagine: 203
  • Codice EAN: 9788871684567
  • Prezzo di listino: 14.5 €
  • Lingua Originale:

Nelle foreste della Kirghisia, tra magnifiche montagne, c’è un posto di guardia, un pugno di case affacciate sul torrente.
Ci abitano tre famiglie e un unico bambino, con la testa rotonda sul collo magro e le orecchie a sventola. Un bambino rimasto senza genitori, affidato alle cure di nonno Momun.
Il bambino aspetta con ansia il passaggio dei pastori, per giocare con i loro figli intorno ai falò; si tuffa nel torrente sognando di trasformarsi in pesce e nuotare fino al lago, incontro al battello bianco che contempla ogni sera, con il binocolo, dalla cima del Monte Sentinella. Ammira i lavoratori del sovchoz e impara a schivare Orozkul, la guardia forestale, che quando beve diventa violento. Si addormenta ascoltando dalla voce del nonno le leggende della Valle di San Taš: echi di antiche battaglie lungo il fiume Enesaj, una grande cerva bianca che raccoglie due bambini smarriti e li porta lontano, a fondare una nuova stirpe.
Un pomeriggio d’autunno le cornacchie gracchiano forte. Orozkul e nonno Momun marciano nella foresta, ciascuno immerso nei propri pensieri. Orozkul ha propositi loschi, il vecchio è costretto a seguirlo. Al rombo del torrente, cresce la tensione tra i due, gli scatti dispotici di Orozkul esasperano il nonno. Il nipote lo aspetta da ore davanti alla scuola.
In un crescendo orchestrato alla perfezione, paure nascoste, speranze selvagge brillano per un attimo in tutta la loro forza, e ripiombano nelle crepe della realtà.
Il bambino sogna cerbiatti, gli adulti si arrendono, complottano. E il delitto si consuma in una notte: la notte del battello bianco.
Con l’impeto e la visione di un grande narratore, Aitmatov mette in scena una tragedia universale, lo scontro tra slancio vitale limpido, gioioso e meschinità greve, cieca, disperante.
Il battello bianco è una testimonianza fondamentale sulla necessità di non scendere a compromessi, per salvare tutto il bene che può esserci.
Un romanzo appassionante sulle delizie del mondo, la vischiosità del male, la forza e la fragilità della purezza.