I miei piccoli dispiaceri Miriam Toews

  • Portarono via la nostra casa sul pianale di un camion un pomeriggio di fine estate del 1979. In strada, i miei genitori, mia sorella maggiore e io la guardammo scomparire, un basso bungalow di legno, mattoni e gesso che si allontanava lento su First Street, superava l’A&W e il Deluxe Bowling Lanes per poi imboccare la statale 12, dove finimmo
    col perderlo di vista. Lo vedo ancora, continuava a ripetere mia sorella Elfrieda, finché a un certo punto non lo vide più. Lo vedo ancora. Lo vedo ancora. Lo vedo… Ok, no, è andato, disse. Mio padre l’aveva costruito con le sue mani all’epoca in cui lui e mia madre erano novelli sposi, entrambi appena ventenni e con un sogno. Mia
    madre raccontava a me ed Elfrieda che lei e mio padre erano talmente giovani e straripanti di energia che nelle sere di gran caldo, non appena lui finiva le lezioni e lei di cucinare e tutto il resto, andavano a scorrazzare sotto la pioggia dell’irrigatore nel loro giardino nuovo, gridando e saltando, del tutto indifferenti agli sguardi e alla costernazione
    dei vicini più anziani, i quali trovavano sconveniente che una coppia di mennoniti freschi di nozze saltellasse mezza nuda sotto gli occhi della città intera. Anni dopo, Elfrieda avrebbe descritto la scena come La dolce vita dei miei genitori, e l’irrigatore come la loro Fontana di Trevi. Dove va? chiesi a mio padre. Eravamo in mezzo alla strada. La casa era
    scomparsa. Mio padre si portò una mano a visiera sugli occhi per bloccare la luce del sole. Non lo so, disse. Non lo voleva sapere. Elfrieda, mia madre e io salimmo in macchina e aspettammo che lui ci raggiungesse. Mio padre rimase a guardare il vuoto per quella che a me parve un’eternità. Elfrieda si lamentava perché le bruciavano le
    gambe al contatto con il sedile di plastica bollente. Alla fine mia madre si allungò a suonare il clacson, un colpetto leggero che non lo facesse spaventare, ma solo voltarsi dalla nostra parte.

    “Ricevo un sms dal mio ex: Ho bisogno di te. Ti senti bene? gli rispondo. Scusa, scrive lui di nuovo, ho premuto invia troppo presto. Ho bisogno di te per firmare le carte del divorzio.”

    Miriam Toews I miei piccoli dispiaceri

  • Autore: Miriam Toews
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: All my puny sorrows
  • Data Pubblicazione: 9/04/2015
  • Numero di pagine: 368
  • Codice EAN: 9788871687131
  • Prezzo di listino: 18 €
  • Lingua Originale:

Elf è sempre stata la più bella.
Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei.
Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata.
E cos’è adesso questa storia che Elf vuole morire? Proprio in questo momento, poi, a due settimane da un’importantissima tournée.
“Elfie, ma ti rendi conto di quanto mi mancheresti?” Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell’ospedale, cammina lungo il fiume tumultuoso del disgelo, non sa più che pesci pigliare.
Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare. E in questo lungo duello di parole, carezze, umorismo nero si celebra la grazia e l’energia che occorrono per accettare il dono fragile della vita.

Scritto per dare forma a un dolore vero, I miei piccoli dispiaceri è un’esplosione di intelligenza, comicità e calore: Miriam Toews è una scrittrice grandissima, e in questo romanzo ha messo tutta la testa, l’anima e il cuore.

Il genio di Miriam Toews miscela lacrime e risate in un magico elisir che pare l’essenza stessa della vita
The Washington Post

Un romanzo irresistibileThe New York Times