Ho paura torero Pedro Lemebel

  • Come scorrere una garza sul passato, una tenda bruciacchiata che sventola alla finestra aperta di quella casa nella primavera dell’86. Un anno marchiato a fuoco dai copertoni fumanti per le strade di Santiago, schiacciata dal pattugliamento. Una Santiago che si svegliava al suono delle pentole sbattute nei cortei, ai lampi dei black out, per i cavi elettrici scoperti, esposti alle
    catene, alle scintille. Poi il buio pesto, le luci di un camion blindato, i Fermo lì stronzo, gli spari e le corse a perdifiato, come nacchere di metallo che frantumavano le notti di feltro. Quelle notti funeree, trafitte dalle grida, dall’incessante ‘Cadrà’, e da tanti, tanti comunicati dell’ultimo minuto, sussurrati dall’onda sonora del “Diario de Cooperativa”. Poi c’era la casetta macilenta,
    un angolo di tre piani con una scala vertebrale che portava in soffitta. Da lì si poteva vedere la città in penombra, coronata da un velo torbido di polvere. Era una piccionaia, una ringhiera per stendere le lenzuola, le tovaglie e le mutande inalberate dalle mani marimbe della Fata dell’angolo. Nelle sue mattine di finestre spalancate, cantava “Ho paura torero,
    ho paura che stasera il tuo sorriso svanisca”.

    "Era solo questo, solo cortesia, solo il ringraziamento per aver concesso la sua casa e il suo tempo a quei rivoluzionari senza cuore. In quella posizione, con le ginocchia unite, rannicchiata a metà scala, sembrava davvero una bambina, lo sgorbio artritico del disamore.”

    Pedro Lemebel Ho paura torero

  • Autore: Pedro Lemebel
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Tengo miedo torero
  • Data Pubblicazione: 27/10/2011
  • Numero di pagine: 224
  • Codice EAN: 9788871685038
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

Lei è la Fata dell’angolo, travestito passionale e canterino, sartina delle signore dei quartieri alti, anima d’artista.
Carlos è un militante del Fronte patriottico Manuel Rodríguez, a caccia di un nascondiglio sicuro per le sue riunioni clandestine.
Per amore, la Fata offre al ragazzo la propria soffitta. Per amore, accetta le mezze verità di Carlos, gli incarichi rischiosi necessari per la Causa: le basta stargli accanto. Assillato da una moglie logorroica, tormentato da incubi d’infanzia e paure di morte, Pinochet va e viene dal proprio “retiro” del Cajón del Maipo, residenza estiva che domina Santiago dall’alto. La sua bacchetta sempre più stanca di direttore d’orchestra si agita al di là dei vetri blindatissimi dell’auto, picchietta l’oblò dell’aereo presidenziale che a malapena lasciano atterrare in altri Paesi. Finché un giorno, lungo la strada rovente che scende verso la capitale, la Sua pista si incrocia drammaticamente con quella di Carlos.
Finché un giorno, dopo l’imboscata a Pinochet, Carlos e la Fata si trovano ancora una volta di fronte. In tutt’altro scenario, tutt’altro attentato.

Scritto con linguaggio gioioso e barocco, meravigliosamente sovversivo, questo romanzo è una satira divertita della dittatura, ma soprattutto una splendida storia d’amore (impossibile), che celebra il trionfo dei sentimenti e dell’erotismo su pregiudizi, barriere, meschinità.
Adorato dai cileni, che l’hanno proclamato “Il libro del nuovo millennio”.

 

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Sono tanti i libri che parlano della feroce dittatura in Cile, che ne rendono la drammaticità. Questo è diverso, lo fa con linguaggio gioioso e barocco, ironico e sovversivo. Forse è per questo che più di tutti arriva dritto al cuore, dà ancora più forza alla memoria di quegli anni terribili.
Lia Arrigoni, Giulia Tosi di Libre!, Verona