Happy birthday, turco! Jakob Arjouni

  • Il ronzio era insopportabile. La mia mano colpiva alla cieca. Senza alcun risultato. Orecchio, naso, bocca – erano bersagli di attacchi spietati. Mi giravo e rigiravo. Non avevo scampo. Micidiale. Alla fine aprii gli occhi e localizzai la maledetta mosca. Se ne stava, grassa e nera, sulle lenzuola bianche. Questa volta non sbagliai mira; mi alzai per lavarmi le mani. Evitai
    lo specchio. Andai in cucina, misi l’acqua a bollire e cercai i filtri per il caffè. Poco dopo avevo davanti una tazza di caffè fumante. Era l’11 agosto 1983, il mio compleanno. Il sole era già alto nel cielo e ammiccava dalla finestra. Bevvi il caffè, sputai un po’ di fondo che mi era rimasto in bocca sulle piastrelle della cucina
    e cercai di ricordare la sera prima. Mi ero concesso una bottiglia di Chivas per salutare il giorno seguente in modo adeguato. Questo era sicuro, perché la bottiglia vuota era sul tavolo davanti a me. A un certo punto ero uscito a cercare compagnia. Alla fine avevo trovato un pensionato, che abita insieme al suo bassotto al piano di sopra.
    Di tanto in tanto ci facciamo un paio di partite a backgammon. L’avevo incontrato nel corridoio, mentre usciva a pisciare con il suo cane. “’Sera, signor Maier-Dietrich. Che ne direbbe di un’oretta tra uomini, in compagnia di una bottiglia d’acqua di fuoco?” Si era dichiarato favorevole e ci eravamo dati appuntamento per dopo. “Stia attento che nessuno le calpesti il cane per sbaglio”
    gli avevo gridato dietro, ma probabilmente ormai non mi sentiva più. Mi ero guardato una dozzina di morti alla televisione e versato il primo bicchiere di Chivas dritto nel fegato. Poi Maier-Dietrich aveva suonato alla porta ed era entrato zoppicando nel mio appartamento. Era stato un russo a fregargli la gamba, mi raccontava spesso, non senza una certa dose di umorismo. La
    serata era trascorsa come previsto. Avevamo parlato di auto che non potevamo pagare e donne che non potevamo scopare. Per lui quei tempi erano finiti comunque. Più tardi avevamo fregato due bottiglie di Mariacron dalla cantina del fruttivendolo del pianterreno e a un certo punto eravamo crollati svenuti sui rispettivi letti.

    "Mentre uscivo dalla metropolitana, la vodka cominciò a picchiarmi fastidiosamente sulla corteccia cerebrale. Camminavo lentamente per le strade silenziose, contemplando la sottile falce della luna".

    Jakob Arjouni Happy birthday, turco!

  • Autore: Jakob Arjouni
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Happy birthday, Türke!
  • Data Pubblicazione: 26/03/2009
  • Numero di pagine: 224
  • Codice EAN: 9788871685045
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

Chiede duecento marchi al giorno. È astuto e un po’ bastardo.
 Beve, fuma, non ha una fidanzata da due secoli.
 Lotta contro le bande mafiose di Francoforte e i pregiudizi contro i turchi – in particolare – e contro tutti gli immigrati in generale. Kemal Kayankaya è un detective privato tedesco di origini turche. Ed è al suo primo incarico.
 Una donna cerca disperatamente il marito, scomparso di casa proprio il giorno in cui le è morto il padre. Con grinta e sagacia, Kemal rintraccia l’uomo, ma i cattivi lo fanno fuori a pugnalate a un soffio dal salvataggio.
 Da qui, si va sempre più giù nei bassifondi di Francoforte, in un vorticoso giro di malaffare, tra droga, prostituzione, maniaci sessuali e cittadini al di sopra di ogni sospetto. Kayankaya subisce tutti i prevedibili contraccolpi dei sette peccati capitali, prima di risolvere un caso alla Philip Marlowe… con l’aggiunta di parecchio fulmicotone.