Grandi ustionati Paolo Nori

  • Stasera almeno c’è l’Inter su Radio Zeta, la radio di famiglia, e quando gioca l’Inter fanno sempre la radiocronaca, quando gioca l’Inter, e il radiocronista è uno che ha addosso una carica che sembra sempre che l’Inter deve spaccare lo stadio, Fenomeno qui, Fenomeno là, Baggio Baggino, gli dà questi soprannomi, ai giocatori, Tractor Zanetti, Paperinìk, il postino Cauet, Ciccio
    Colonna è simpatico, il radiocronista. Dopo, nell’intervallo, che l’Inter magari sta perdendo uno a zero, oppure magari sta facendo zero a zero, vincere è un po’ difficile che vincono, i ragazzi, lui l’Inter li chiama i ragazzi, quest’anno è un po’ difficile che vincono, i ragazzi, alla fine del primo tempo, allora nell’intervallo ci sono i tifosi che gli telefonano gli
    dicono, a Tractor, Stiamo giocando da cani, è una vergogna. Eh, lo so, gli dice Tractor, lo so che state soffrendo, vecchi cuori nerazzurri, ma abbiate fiducia, che la squadra va sempre sostenuta. Basta che sentono così, i vecchi cuori nerazzurri, si ringalluzziscono gli dicono a Tractor, non si chiama Tractor, dico Tractor così per dire, perché non mi ricordo come si
    chiama, questo radiocronista, di sicuro non Tractor, che Tractor è il soprannome che gli dà lui al numero quattro dell’Inter Zanetti, si chiama, è un argentino che non va mica tanto forte, quando corre, comunque gli dicono, a questo radiocronista che lo chiamiamo Tractor così per capirci, Tractor, gli dicono i vecchi cuori nerazzurri, lo sai che forse hai ragione
    che bisogna avere fiducia nella magica Inter? Dopo di solito finisce che l’Inter perde tre a zero, o cinque a uno, ma questo radiocronista che fa le radiocronache su Radio Zeta, la radio di famiglia, non lo perde mica, il suo buonumore. Sempre bello pimpante che sembra sempre che va tutto bene, che magari l’Inter perde quattro a uno a cinque
    minuti dalla fine, magari gli danno una punizione al limite dell’area, all’lnter, sai cosa fa Tractor? Baggiolandia! comincia a gridare, Baggiolandia! Mettila dentro, Baggio Baggino, che poi dopo vediamo. Dopo Baggio tira alto. Per radio Tractor dice sempre che la palla accarezza l’incrocio dei pali. Io, ho dei dubbi. Comunque è simpatico, Tractor, è un piacere sentire le sue radiocronache su Radio
    Zeta, la radio di famiglia, soprattutto quest’anno che l’Inter non ne azzecca una neanche se crepa. Allora stasera, essendo una sera che si può sentire la radiocronaca su Radio Zeta, la radio di famiglia, stasera va ancora bene, che essendo occupato a sentire Fenomeno qui Fenomeno là, Taribo Taribo ollallà, dai Ciccio dai Ciccio Colonna, forza ragazzi che ce la facciamo,
    e i vecchi cuori nerazzurri che telefonano alla fine del primo tempo a dire Io me la sento, che nel secondo tempo facciamo degli sfracelli, anche se stiamo già perdendo due a zero, porca puttana, scusa lo sfogo, e Tractor che dice Non preoccupatevi, che basta una punizione in Baggiolandia siamo già due a uno, essendo una sera di quelle
    stasera mi va ancora bene, che se non ci fosse questa radiocronaca su Radio Zeta, la radio di famiglia, io stanotte piangerei tutta notte. Perché il cervello, non è che te puoi indirizzarlo dove vuoi te, il cervello, che te gli dici Pensa delle cose belle, al cervello, e lui il cervello comincia a pensare a delle cose che ti fanno
    star bene no, non funziona così. Era bello, se funzionava così, era comodo. Il cervello, se te non hai una storia parallela che lo guida fuori dai suoi pensieri, al cervello, lui il cervello ci va a ricadere, nei suoi pensieri e il mio, di cervello, garantito a limone che stasera, se non c’era la partita dell’Inter, andava per forza a
    pensare a un avvenimento che è successo oggi che se non trattenevo le lacrime, che intorno a me c’era della gente e non stava bene, farmi vedere, se non trattenevo le lacrime io mi sa che piangevo con dei singhiozzi che mi scuotevano tutto, se non c’era questa gente che faceva il suo mestiere, il cervello. È venuto qui un egiziano,
    mi ha detto Io sono uno di quelli che ti hanno tirato fuori, quel venerdì là. Allora io ho avuto un grave incidente. Io ho avuto un grave incidente mi è bruciata la macchina io c’ero dentro. Mi dispiace molto per la mia macchina. Bruciata distrutta rottamata. M’han portato all’ospedale, m’han coricato in un letto, mi ricordo vagamente d’aver litigato col medico, più
    che un ricordo del litigio un ricordo del dopo, litigio, che mi sono svegliato nel letto con quella sensazione che hai nella gola dopo che ti sei sfogato, come un senso di spazio. E mi ricordo che quando mi sono svegliato mi sono alzato, ho fatto per andare ho incontrato un’infermiera Dove vai? mi ha chiesto. A casa. Torna a letto, mi
    ha detto. Quarantacinque giorni, che son qua dentro.

    “Ma la cosa più brutta, di cadere giù per le scale, non è quando prendi la botta che ti fa male, la cosa più brutta è il momento che te sei per aria, le gambe in avanti, ti rendi conto la botta, è questione di poco, sta per arrivare.”

    Paolo Nori Grandi ustionati

  • Autore: Paolo Nori
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 28/06/2012
  • Numero di pagine: 192
  • Codice EAN: 9788871686240
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

Non si ricorda, Learco, che a un certo punto si è alzato in piedi nella macchina in fiamme Ochèi, ochèi, si è messo a gridare.

E quando l’egiziano che l’ha tirato fuori gli racconta l’incidente per filo e per segno gli vengono, a Learco, delle reazioni sentimentali, ma non è lui è il posto, pensa Learco, che provoca delle reazioni sentimentali, perché la prima volta che l’han messo in piedi sulle sue gambe dopo le operazioni, un’infermiera, gli ha detto sua mamma che si è messa a piangere, quando l’ha visto che camminava, dopo trenta giorni che lo vedeva sempre steso sul letto. Queste sono le nostre soddisfazioni, ha detto questa infermiera, al reparto Grandi ustionati dell’ospedale maggiore di Parma.