Gli eroi sono gli eroi Mariagiorgia Ulbar

  • Gli amanti non amavano soltanto e il ballerino non ballava solamente, l’acrobata con le acrobazie non invecchiava, la marionetta è viva, possiamo risparmiarla ma allora muore il bambino al posto suo. Animali vagano in silenzio nel cortile; andandomene prenderò le statuette degli eroi. Gli eroi sono gli eroi, anche se pesano nelle tasche io li prendo. Intanto l’angelo inizia il volo sopra il tetto io vado via, perché lo
    so tremendo.

    "...Gli eroi sono gli eroi, / anche se pesano nelle tasche io li prendo. / Intanto l’angelo inizia il volo sopra il tetto / io vado via, perché lo so tremendo.”

    Mariagiorgia Ulbar Gli eroi sono gli eroi

  • Autore: Mariagiorgia Ulbar
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 7/05/2015
  • Numero di pagine: 112
  • Codice EAN: 9788871687247
  • Prezzo di listino: 15 €
  • Lingua Originale:

Un senso di perenne movimento, con i piedi pesanti, con la mappa, tra morti sotto terra e steli stese, per spiagge di lamiere e tubi, sotto dighe che tolgono il respiro, o là dove la pioggia allaga “e non si è più in grado di trovare / il punto in cui finisce l’acqua / del mare e dall’aria si divide”. Dove non c’è più modo di “sapere / se è bonaccia o burrasca in queste ore”.
Un senso d’emergenza: dobbiamo forse “mettere in un sacchetto il nostro oro / se dovesse servirci all’improvviso / per mangiare, lasciare un posto troppo buio, / salvarti da qualcuno, passare le frontiere nottetempo”.
Camminando su un terreno noto, ma pieno di sprofondamenti, cuniculi, buchi, vediamo fiumi scomparire e poi riaffiorare, sentiamo invocare un tu che è scomparso e ora occupa uno spazio molto più grande di quello che compete ai vivi.
È forse “un uomo che si incontra nel minuto / di una svolta, / poggiato con la schiena a una colonna, / che porta negli occhiali il tempo grande / dei libri, delle pietre, delle piante, / che mangia miele così come mangia chiodi”.
E lei, “cercatrice di disturbi”, “terra desolata isolata sprofondata”, potrebbe “fare sconsiderate cose / amare mai mai / o amare sempre sempre / e essere comunque qui presente”.

Con una musica volutamente disarmonica, con un ritmo di inarcature e frenate, questi versi di bellezza estrema e tangibile, quasi materica, toccano, colpiscono, a tratti accarezzano.

Una voce aspra e riconoscibile, di notevole valoreFabio Pusterla

In copertina una foto di Gaetano Bellone: Muro di Palazzo Barberini.