Finché c’è prosecco c’è speranza – Diario del film Autori Vari

  • Negli anni settanta in Italia venivano prodotti fino a cinquecento gialli all’anno, in cui spesso attori hollywoodiani dividevano lo schermo con commissari italianissimi. La fama dei polizieschi italiani, e del loro sapore sgangherato e casereccio, divenne universale. In quegli anni nel nostro paese c’erano tredicimila sale cinematografiche (oggi sono circa novecento) e due canali televisivi, e la gente andava al
    cinema quattro, cinque volte a settimana. I gialli, spesso girati con pochi mezzi e di fretta, avevano un’inaspettata qualità realistica, e con la loro onestà riuscivano meglio di qualsiasi altro mezzo a raccontare il difficile periodo che passava il nostro paese. Rendevano partecipi in prima persona di quegli eventi, scaraventavano gli spettatori in mezzo alle sparatorie e ai sequestri, lasciavano
    il segno, ma soprattutto insegnavano come essere uomini, o donne, di fronte alle ingiustizie vere. Oggi in Italia il genere giallo è stato fagocitato dalla televisione, ma continua a confermare la sua imparagonabile popolarità nel raccontare il nostro paese. Ogni regione d’Italia sembra avere il suo Commissario. Figure di fantasia, figlie di una voglia comune di quella giustizia che spesso
    vediamo sbiadita nei fatti di tutti i giorni. Il cinema americano partorisce supereroi per sopperire ai bisogni della società: più crescono paure e incertezza, più uomini e donne del grande schermo decidono di indossare coraggio e mantello. In Italia gli eroi di cui abbiamo fame sono uomini di stato corretti e onesti, il cui super potere è la capacità di
    fare bene il proprio lavoro. Uno di questi è Stucky, ispettore alla Questura di Treviso, di padre veneziano e madre persiana, nato dalla frizzante immaginazione di Fulvio Ervas, e nei cui occhi Giuseppe Battiston ha riversato un oceano di emozioni. Dopo aver passato un terzo della mia vita a New York, Stucky è venuto a prendermi e mi ha riportato
    alla mia terra. Sono tornato a osservare le mie colline, nel cui suolo le mie radici sono radicate come quelle delle viti più antiche, quelle più genuine. Un piccolo arcipelago di dolci rilievi trapuntati di vigne che si sta trasformando velocemente in un frenetico luna park eno-finanziario: Proseccolandia. Questo film riporta sul grande schermo un genere che ha fatto la
    storia cinematografica del nostro paese. E allo stesso tempo appoggia la lente d’ingrandimento su una realtà geografica poco esplorata dal cinema Italiano. E’ un’indagine impregnata di riflessioni sul futuro che vogliamo. Un inno all’andare piano, assaporando la vita. Un ritratto di un territorio ingarbugliato tra progresso e tradizione, tra eccellenze a vergogne. Una dedizione ai pregi e ai difetti di
    casa mia. Una lettera d’amore. Autentica. — Antonio Padovan

    "Lo spirito del romanzo si trova tutto nel film girato da Antonio Padovan." Fulvio Ervas

    Antonio Padovan Finché c’è prosecco c...

  • Autore: Autori Vari
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 31/08/2017
  • Numero di pagine: 128
  • Codice EAN: 9788871688015
  • Prezzo di listino: 18 €
  • Lingua Originale:

Girare un film è sempre una grande avventura di squadra; se il film riguarda il regno del prosecco, celebra la sua bellezza, la sua ricchezza, e nella trama gialla denuncia i suoi rischi e i suoi drammi, diventa quasi un fatto di popolo. Valentina Zanella ha raccolto le immagini più belle di questo making of del Film di Antonio Padovan – Francesca tra i vigneti del prosecco, la villa del conte Lancillotto, appuntamenti veneziani, paesini incantati trasformati ad arte, osterie centenarie, macchinari, scherzi, sorrisi, bottiglie, stralci di storyboard – per raccontare un luogo e un modo molto speciale di guardarlo.

Un libro fotografico a colori sulla forza del cinema e di una terra dal set del film tratto dal romanzo di Fulvio ErvasFinché c’è prosecco c’è speranza.