Due belle sfere di vetro ambrato Giorgio Caponetti

  • Venezia-Anno 2010. Alvise Pàvari dal Canal alzò lo sguardo al- l’altissimo soffitto del salone delle feste di Ca’ Pàvari. Poi i suoi occhi, quasi per cercare ispirazione, scesero sulla teca rinascimentale che conteneva due belle sfere di vetro am- brato. “E i testicoli, né troppo gonfi, né prolassati, ma librati e di pari misura” attaccò ad alta voce. Quando preparava i suoi interventi
    acca- demici diventava un vero gigione, provava e riprovava la sua parte camminando avanti e indietro di fronte alla scrivania di vetro di Murano, rivolto a un folto pubblico imma- ginario, in quell’immenso salone che lui chiamava ‘il mio loft’. Era un loft sui generis, in realtà: tutto il piano nobile di Ca’ Pàvari. Era lungo più di venti metri e largo
    dieci. Uno dei due lati corti dava sul Canal Grande, con una linea di sette bifore in gotico veneziano. L’altro lato corto dava nella piccola zona notte tramite una porticina quasi invisibile. Il soffitto a cassettoni era sorretto da smi- surate travi di rovere; sopra le travi, i travetti delimitavano sessantaquattro tarsie quadrate di legni più chiari, ognuna delle quali era un
    capolavoro di ebanisteria rinascimentale. Le pareti del salone erano contornate da un’unica straordinaria libreria del Diciasset- tesimo secolo che arrivava fino alla cornice del soffitto. I vetri gialli delle ante custodivano migliaia e migliaia di libri di tutte le epoche, a partire dalle prime edizioni del Manuzio. Fra quei volumi c’erano tutti, o quasi tutti, i libri che nel corso dei secoli erano
    stati de- dicati al cavallo. Un patrimonio unico, di un valore incredibile.

    "'Professor Pàvari' lo salutò la donna con un sorriso smagliante. Alvise ebbe una serie di pensieri, nell'ordine: uno, era di una bellezza straordinaria; due, dall'accento, poteva essere russa; tre, che cosa diavolo voleva da lui? quattro, attenzione, Alvise, non fare monate."

    Giorgio Caponetti Due belle sfere di vetro ambrato...

  • Autore: Giorgio Caponetti
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 28/02/2013
  • Numero di pagine: 256
  • Codice EAN: 9788871686493
  • Prezzo di listino: 12 €
  • Lingua Originale:

La strana storia
di una biologa intraprendente
di un amore di Leonardo da Vinci a Venezia
della statua di Bartolomeo Colleoni e del suo cavallo
Un’avventura di Alvise Pàvari dal Canal

C’è una donna che lo cerca: è una biologa russa, affascinante. In un’osteria affacciata sulla laguna di Venezia dichiara di voler clonare un cavallo portentoso, quello del monumento a Bartolomeo Colleoni in campo San Zanipolo.
Alvise Pàvari dal Canal ne ha sentite tante nella vita, ma questa le batte tutte. Clonare una statua?
Certo che no, gli spiega dolcemente la russa. Lei allude a tessuti organici di cinquecento anni fa, perfettamente conservati.
Alvise finge di non capire, ma pensa alla teca con due sfere di vetro ambrato custodita nel palazzo avito sul Canal Grande. E una leggenda di famiglia ci trascina indietro nel tempo: al banchetto di cento portate in cui il Colleoni, capitano generale della Serenissima, conquista una donna troppo piena di vita per accontentarsi del vecchio marito mercante; alla frenesia di amorosi sensi che Leonardo da Vinci, giunto in laguna da Firenze, scatena a Ca’ Pàvari, seminando nostalgia inguaribile e un capolavoro sorprendente.