Dizionario affettivo della lingua ebraica letto da Bruno Osimo Bruno Osimo

  • Il signor Osimo, all’età di anni ventidue, si è presentato presso il Centro PsicoSociale di via Procaccini 14 a Milano nel settembre 1981 e, dopo i tre colloqui iniziali, mi è stato inviato nell’ambulatorio presso l’Ospedale Fatebenefratelli dove l’ho sottoposto a una serie di test proiettivi. L’interazione tra il signor Osimo e l’ambiente in cui è cresciuto gli aveva creato difficoltà
    che non era equipaggiato ad affrontare. Un salto di qualità nella sua capacità d’orientamento è consistito nello scoprire che la lingua parlata da sua madre – e spacciata per italiano corrente – era in realtà mammese, o tampònico, una lingua subdolamente simile all’italiano, ma a ben vedere diversa. Questa scoperta liberatoria, che finora lo ha salvato dal suicidio e gli
    ha fatto capire l’indeterminatezza del senso, gli ha permesso di avviare gradualmente una sorta di traduzione radicale dal mammese all’italiano per decodificare i messaggi e i desideri materni, e dall’italiano al mammese per comunicare a lei messaggi e desideri e affetti suoi.

    "Mia madre non parla né italiano né ebraico: lei parla mammese, detto anche tampònico. Non descrive la realtà come appare, ma come apparirebbe se non facesse paura. Se non mettesse in imbarazzo. Se non facesse provare dei sentimenti."

    Bruno Osimo Dizionario affettivo della lingu...

  • Autore: Bruno Osimo
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 17/01/2013
  • Codice EAN: 9788871686363
  • Prezzo di listino: 14 €
  • Lingua Originale:

Cd Mp3 versione integrale, 6 ore 32 minuti

“Marco e io, che facciamo gli editori di Marcos y Marcos, non ascoltiamo mai la musica quando giriamo in bicicletta per Milano. Ci piace sentire i rumori del traffico, le voci: non è proprio come sentire il vento e il mare, ma è la nostra città e ci siamo affezionati. Negli ultimi giorni, invece, c’era questo audiolibro da preparare e quindi tornava utile infilarsi gli auricolari e sfruttare le pedalate per controllare che tutti i file fossero a posto.
Ecco, ascoltare la voce di Bruno Osimo che legge il suo romanzo mentre si gira per la città è un’esperienza bellissima.
Ha qualcosa di eroico, di toccante, nel trambusto caotico che ci circonda, un uomo che con la sola forza della voce ti tiene appeso a una storia, la sua storia; non è un attore, un professionista della dizione, capita che inciampi, ma è quella la voce con cui l’ha scritta: potente, imperfetta e così vera.
La sua voce che pronuncia in modo impeccabile e rispettoso tutte le parole straniere, per il traduttore che è in lui; la sua voce che modula i dialoghi e le citazioni con irresistibile ironia, anche quando imita la voce di Dio, un po’ per tradizione e un po’ perché è un uomo molto spiritoso.
Sembra una cosa ancora più preziosa, nel traffico della strada. Qualcosa di essenziale per la nostra vita”.

Claudia Tarolo