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Delitto al Conservatorio Franco Pulcini

  • Aria Il pianoforte è nero e ha tasti neri, anche se i troppi bianchi sono sempre i primi nominati. Saltellano però insieme quei legnetti color ebano e avorio. Sotto dita d’ogni età, si catapultano e fan battere i feltri sull’acciaio teso. Lavorano subdoli e non visti meccanismi arcaici a martelletto. Vibra l’aria per quegli spazi angusti, claustrofobici e confusi, quando il
    coperchio è chiuso. La musica cavata muove vortici di aromi e d’invisibili veleni. Tende l’aura intonata a uscire da ogni varco, anche dalle fenditure fra il nero e il bianco. La mano disegna in tempo reale i battiti del cuore a quegli effetti d’aria molestata. Intorno, un universo d’occhi indifferenti o ostili, e d’orecchie sorde e livorose. Il piano è
    una bara nera, come di sogni e di visioni: per questo miete vittime che muovono a pietà. La sfida dell’arte non è per tutti. Come antichi dèi greci, mossi da bassa invidia, vi s’accaniscono spiriti malvagi. Ma quando necessaria, trova sempre la musica una sua vendetta. Non fredda, ma a temperatura ambiente. Ambiente della musica, s’intende.

    “Il coltissimo Franco Pulcini, una biblioteca vivente della musica e della storia della Scala, ha scritto finalmente con ironica maestria il giallo che aspettavo, il misterioso e crudelissimo assassinio che solo la musica sublime e i suoi appassionati seguaci potevano immaginare”. Natalia Aspesi, a proposito di "Delitto alla Scala"

    Franco Pulcini Delitto al Conservatorio

  • Autore: Franco Pulcini
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 18/09/2019
  • Numero di pagine: 416
  • Codice EAN: 9788871688886
  • Prezzo di listino: 18 €
  • Lingua Originale:

In uscita oggi!

Il premio internazionale per bambini prodigio è alle porte e un delitto sconcerta il Conservatorio di Milano.
Il commissario Calì scopre un mondo di infanzie senza giochi, sadismo didattico e follia genitoriale.
La chiave del mistero è scritta sulla pelle, la pelle più nascosta di una pericolosa donna asiatica.


“Era entrata con calma sulle assi del palcoscenico. Il collant color carne spuntava da scarpe altissime. Le zeppe trasparenti erano piene di fiorellini immersi in un liquido rosa.
Servivano anche ad arrivare ai pedali dello Steinway & Sons gran coda.

L’età era ben nota in sala: otto anni e mezzo”.


Un celebre maestro di pianoforte, specializzato in bambini prodigio, viene trovato morto nel suo studio; esecutore materiale, un black mamba.
Stanno per cominciare le eliminatorie della Piano World Cup – Prodigy Child al Conservatorio di Milano, e il commissario Calì interroga sponsor, aspiranti giurati e genitori ambiziosi giunti da tutto il mondo per esibire i loro piccoli geni.
Conquista a colpi di gelato Ming-li, la simpatica pianista bambina favorita al Concorso, scherza con Marisol, la colf peruviana a cui il grande maestro ucciso affidava la sua casa e il suo denaro, e tiene a bada la seducente maestra Stragiotti, abituata a farsi strada con doti diverse da quelle strettamente musicali.
Pur sullo sfondo di musiche grandiose, Calì osserva un intrico di meschinità molto terrene, e nel dubbio applica entrambe le regole d’oro: “Cherchez la femme” e “Segui il denaro”.