Corpo stellare Fabio Pusterla

  • Con piccole ali. / Sul Po, sotto Superga, / tutto pareva notte, il fiume e il tempo / scivolavano muti. Per viali / di traffico e stanchezze / si risaliva il buio, controcorrente / senza particolari prospettive. / Ma breve un segno sull’acqua / significava sorpresa, bianca scia. / Canoe, due scafi lesti, l’allegria / gorgheggia, ti sfiora per caso / e va, nelle
    sere più cupe, / con piccole piccole ali.

    Quello che si può fare | è preservare i luoghi inaccessibili. | Costoni | impervi striati di ghiaccio, | rive non accostabili, gole. | Tracce di vita animale che ci sfugge. | Proteggere il silenzio con parole | minime, rispettose, memorabili.

    Fabio Pusterla Corpo stellare

  • Autore: Fabio Pusterla
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 10/06/2010
  • Numero di pagine: 224
  • Codice EAN: 9788871685403
  • Prezzo di listino: 16.5 €
  • Lingua Originale:

Un paese sommerso dall’acqua per costruire una diga – La mia casa si chiama Resistenza e qui tendo l’orecchio/se mai da sotto suonasse qualcosa/un rintocco o un tintinno subacqueo; la beffa archeologica dell’uomo di Piltdown – Nei giorni dissipativi,/negli anni di quadriglia e di trincea,/io sono la musica finta degli eoni,/un sogno d’avvocati e gesuiti; la prima raffigurazione nota del volto femminile. La poesia di Fabio Pusterla fruga tra le eccezioni, le anomalie, gli scarti rivelatori.

Sa che lo sguardo fa male/se non mente di fronte all’operaio caduto da un’impalcatura, all’ultimo viaggio dei maiali portati al macello, alle implorazioni e ai lamenti lanciati nell’etere o affidati a un messaggio infilato tra le pagine di un libro.

Approda alle pietraie scoscese annusando con occhi di lupo magro il sole dell’alba che disseta i merli, si tuffa negli abissi marini per accogliere l’aereo che precipita e che lento e deciso cala oscillando verso zone sconosciute,/traversa le alghe e i sargassi,/colonie di molluschi, torpedini,/trapassa le correnti, si conficca nei fondali/ di sabbia e di roccia primaria,/giunge all’origine dei pesci progenitori/degli anfibi e dei rettili,/progenitori degli uccelli e degli angeli/e degli uomini smarriti.

Esplode magnifica nello slancio verso l’inaccessibile che ci scorre nel sangue: Sei una cosa/che nessuna parola può dire e che in ogni parola/risuona come l’eco di un lento respiro, sei il mio vento/di foglie e primavere, la voce che chiama/da un posto che non so e riconosco e che è mio./Sei l’ululato di un lupo, la voce del cervo/vivo e ferito a morte. Il mio corpo stellare.

La nuova raccolta di una delle voci più amate della poesia contemporanea affonda nelle sue radici e spicca il volo.