Commesse di Treviso Fulvio Ervas

  • Il signor Schepis attendeva l’ispettore sull’uscio, rigido come il legno scuro. Disse che la moglie non sarebbe stata presente, fragilità, aggiunse, invitandolo a salire nell’appartamento. Era un uomo alto, distinto, dallo sguardo diritto. S’era incorniciato il mento con un pizzetto, tanto tempo prima, sino ad averlo bianco candido, come le sopracciglia e i capelli. Solo la peluria sulle dita era
    rimasta di un nero setoloso. Aveva esercitato la professione di medico, disse, all’ospedale militare in città. Colonnello medico, per la precisione. Arrivavano fanti d’arresto e carristi per rimediare qualche licenza dopo una visita o ricoveri per incidenti e disattenzioni, sbronze e appendiciti. Il colonnello Schepis visitava stringendo la pipa tra i denti e bastava qualche colpo secco alla schiena e
    una palpatina veloce all’addome per farsi un’idea del malanno. Del resto aveva imparato, negli anni, a leggere gli uomini d’un botto: i simulatori, le piccole canaglie adatte all’imbosco, gli sventurati che temevano la vita di caserma come la morte e i ventenni decrepiti, quelli che avevano avuto in sorte fisici di tenero cristallo e che lui rispediva, senza remore ed esitazioni,
    alla vita civile, con qualche articolo stampato sul foglio di congedo che ne attestasse l’imperfezione e l’inadeguatezza. Gli era toccato amministrare il patrimonio della moglie, un’eredità immobiliare che lo condannò alla compravendita di case in Istria, nei sobborghi di Ljubljana e lungo il litorale friulano e veneto. Era diventato, suo malgrado, un esperto in costruzioni balneari, da riposo estivo. Dal tono
    si capiva come avesse patito la mansione, quanto avesse trattato affari con disprezzo per sé e per i costruttori, le maestranze, gli assessori comunali che seguivano le pratiche edilizie e tutte le commissioni, i geometri, per non parlare degli architetti. Tutti vili, a suo dire.

    Treviso è una città deliziosa. Pare essere stata costruita, e conservata, per mostrare una certa grazia di acque ed edifici, di angoli e vedute. Per indurre una certa arte. Per far nascere artisti.

    Fulvio Ervas Commesse di Treviso

  • Autore: Fulvio Ervas
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Commesse di Treviso
  • Data Pubblicazione: 13/10/2011
  • Numero di pagine: 352
  • Codice EAN: 9788871686004
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

Natale si avvicina, le vetrine traboccano di attrazioni sfiziose e qualcuno molesta le commesse di Treviso. Telefonate anonime, aggressioni: un crescendo allarmante.
La spinosa indagine piomba sulla scrivania dell’ispettore Stucky, che gira a vuoto, si perde per canali e osterie. Finché una bella commessa nera non ci lascia la pelle. La stampa scatenata, il questore, il segretario del vescovo premono su Stucky perché risolva il mistero, ristabilendo la normalità, un clima più propizio alla campagna acquisti di Natale. Stucky interroga commesse altissime, segue piste sfuggenti attraverso una Treviso profumata e acquatica. Entra nel mondo della vittima, Jolanda, con pudore e umanità. Scopre seconde case, seconde vite. Intanto, Kuto Tarfusser, aspirante psicologo, ascolta il lungo monologo di un paziente: Max Pierini, fondatore di discarica, eroe e martire della raccolta differenziata, genio della piccola impresa al margine dei margini. Con stile inimitabile, un’energia e una comicità che conquistano fin dalle prime righe, Pierini celebra l’arte di adattarsi, di sfruttare al meglio ogni circostanza, di cadere in piedi, di aderire a un’etica quanto mai flessibile. Che si dibatta tra proteste ambientaliste, diserzioni fraterne e la concorrenza del vicino inceneritore, che sbeffeggi con lucidità assoluta le ipocrisie che lo circondano, Pierini ci cattura e ci sorprende. E mentre le due storie scorrono parallele, si alternano, si incrociano sul più bello, diventa sempre più stringente il passaggio dalle meraviglie avvolgenti del centro città alla commedia infernale della discarica infestata dai gabbiani. Fino all’epilogo in riva al fiume, un venticinque dicembre di riconciliazione senza santità.
La prima avventura dell’ispettore Stucky.

It’s almost Christmas time, shop windows burst with pleasing lures and somebody harasses Treviso shop assistants. Anonymous phone-calls, assaults: threateningly increasing.
The awkward dossier plunges onto Inspector Stucky’s desk, who hangs around and gets lost through channels and inns.
Until one day a beautiful black shop assistant loses her life.
The flared up press, the chief of police and the bishop’s secretary urge Stucky to solve the mystery, restoring everyday life, a more suitable environment for Christmas shopping campaign. Stucky questions extremely tall shop assistants, follows elusive tracks in a scented and watery Treviso. He enters Jolanda’s world, the victim, bashfully and sympathetically. He discovers hidden houses and lives.
In the meantime, Kuto Tarfusser, a would be psychologist, listens to the long monologue of a patient: Max Pierini, founder of a dumping ground, hero and martyr of the differentiated waste collection, genius of a little enterprise at the edge of the edges.
With an incomparable style, an energy and a wit that gets you stuck to the page from the first lines, Pierini praises the skill of adaptability, of taking advantage of any situation, of falling on your feet, of adopting the most flexible ethics. No matter it is about arguing in environmental marches, brotherly defections and competition with the nearby incinerator, Pierini is an eye-catcher and a revelation.
And while the two stories unwind in parallel, turn over and cross amazingly, the distance from downtown surrounding wonders to the dreadful comedy of the seagulls infested dumping ground becomes more cogent.
Till the epilogue on the river side, a twenty-fifth December of reconciliation with no sanctity.
This is inspector Stucky’s first adventure.

Fulvio Ervas was born in the Venetian inland on 23rd July 1955, without knowing that Albert Einstein had died a few months before. When he realizes that, he enrolls in a high school with the presumption of building a scientific culture of his own. Inexplicably attracted by all the animals apart from men, he graduates in Agriculture, with an odd thesis on “Burlina cow safeguard”. He teaches Natural Science in public education, and that’s the main topic of Follia docente, but other stories pester him. On trains, in the kitchen-garden, events and characters crowd into his mind, and he can’t rest until they feel safe jotted down on pages. Together with his sister Luisa, he has published La lotteria (Premio Calvino 2001) and Succulente. Commesse di Treviso has been his first novel with Inspector Stucky as the main character and it has been followed by Pinguini arrosto, Buffalo Bill a Venezia, Finché c’è prosecco c’è speranza and L’amore è idrosolubile.
Se ti abbraccio non aver paura has been released in April 2012 and is still in the top ten of the bestseller list. Today Fulvio teaches science in a high school and lives in Treviso countryside with his family and a team of pets.