Come una pietra che rotola Maria Barbal

  • A casa eravamo in tanti e si notava. Evidentemente qualcuno era di troppo. Io ero la quinta di sei fratelli e, come diceva la mamma, ero venuta perché Dio l’aveva voluto e bisogna accettare la Sua volontà. Maria, che era la prima, si occupava della casa quasi più della mamma, Josep era l’erede e Joan studiava in seminario. Quanto a
    noi tre più piccoli, avevo sentito un mucchio di volte che eravamo più di peso che d’aiuto. Non erano tempi di vacche grasse, con tante bocche e pochi mezzi non si tirava avanti. Decisero quindi che io, che ero docile e assennata, sarei andata a vivere dalla zia, sorella della mamma, che ormai disperava di avere figli e il lavoro
    non le mancava. Si era sposata con un uomo molto più anziano di lei, che possedeva appezzamenti di terra, almeno mezza dozzina di vacche, polli, conigli e persino un orto. Se la passavano bene, ma avevano bisogno di braccia e compagnia perché cominciavano a sentirsi vecchi. A tredici anni, quindi, con un fagotto al braccio, mio padre da una parte
    e Maria dall’altra, lasciai la famiglia, la casa, il villaggio e la montagna. Dall’Ermita a Pallarès non ci sono molti chilometri, ma significava comunque una giornata di cammino e perdere casa mia, voltarle le spalle, e questo mi faceva male più di qualunque altra cosa in quel momento, mentre scendevo a valle e l’unico mondo che conoscevo, tutto il mio
    mondo, restava indietro. In quelle ore di marcia silenziosa verso il mercato di Montsent, dove papà e Maria avrebbero approfittato per fare provviste e lasciarmi agli zii, mi tornavano alla mente soltanto le cose belle che avevo vissuto al villaggio in cui ero nata e che non avevo mai lasciato se non per portare il bestiame al pascolo in montagna o
    per scappare alla festa del patrono di quelle quattro case che erano il villaggio vicino. Tanta gente e poco pane.

    “Vicino si sentiva ancora il rumorio della gente, girai d’istinto la testa. Jaume mi sorrideva dall’altro lato della piazza, mi faceva addio con il braccio teso in alto. Allora mi misi a correre, le gambe in spalla, fino a che non lo raggiunsi. Era come se mi trovassi in un altro mondo: mi sentivo in un sogno”.

    Maria Barbal Come una pietra che rotola

  • Autore: Maria Barbal
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Pedra de tartera
  • Data Pubblicazione: 23/09/2010
  • Numero di pagine: 160
  • Codice EAN: 9788871685427
  • Prezzo di listino: 14 €
  • Lingua Originale:

Conxa è una ragazzina timida e tenace.
Cresce con gli zii in campagna, dove c’è poco pane e tanto lavoro: in compenso, una natura clamorosa, piena di profumi, colori, voci vere.
L’incontro con Jaume, un artigiano energico e gioioso, le spalanca un mondo di ideali, passione, impegno politico. Conxa e Jaume si sposano al volo, hanno tre figli.
Quando il conflitto civile incendia la Spagna e suo marito parla sempre più spesso di ‘regimi da abbattere’, ‘rivoluzione necessaria’ Conxa teme che le cose si mettano male; un mattino, la milizia si presenta alla porta di casa: vengono arrestati tutti.
Conxa e i ragazzini se la caveranno senza conseguenze. Jaume invece, “la voce che mi aveva detto le cose più belle della mia vita”, sparisce nel nulla. Mentre gli sguardi dei vicini si fanno impiccioni, quasi cattivi, e ogni angolo della casa diventa una nuvola di ricordi, Conxa protegge i suoi figli, i campi, la casa e lotta per non diventare una pietra immobile in una pietraia, senza più gioia, senza più volontà.

La grande forza del carattere femminile, la perdita di un grande amore, la potenza di una vita indipendente in campagna che rotola malamente in città.
Una parabola esemplare raccontata in centocinquanta pagine.