Come non piangenti Cristina Alziati

  • Presto, dai vetri aperti stamattina/ un baccano di uccelli s’è levato. Folli,/ che fate, ho domandato alle chiome ossidate nel giardino, è novembre. Sbrigatevi, andate. Lasciate ch’io qui/ resti ancora a chiamare per nome ogni cosa, il grido la piazza l’arrotino, a ripetere/ il fosforo, il fosforo, il cargo, è mattina./ Il mendicante, anche se giura/ non verrà creduto. Lasciateci./ Che qui resti ancora a guardare, e
    altri attraverso il deserto dei rami/ tralucano, alberi.

    Tu che dormi, ti affido la luce, | crescerà a breve fra la campagna e il noce. | Bevi al risveglio anche per me, ! per questa mente impolverata dove l’aculeo di una storia esangue giace.

    Cristina Alziati Come non piangenti

  • Autore: Cristina Alziati
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Come non piangenti
  • Data Pubblicazione: 3/11/2011
  • Numero di pagine: 112
  • Codice EAN: 9788871685991
  • Prezzo di listino: 14.5 €
  • Lingua Originale:

La mia impressione è questa: siamo di fronte a un’autrice vera, diversa dai poeti ‘di moda’, potente nell’espressione, capace di condensare in immagini lancinanti un pensiero di vasta portata, insieme lirico e, si potrebbe quasi dire, epico, poiché sa attraversare la soggettività individuale affilata da un’esperienza terribile (la malattia, un tumore, di cui le poesie dicono parcamente ma chiaramente quel che si può dire, senza pietismi o autocompiacimenti) e aprirsi a uno sguardo sugli altri, sui sofferenti, sui minacciati, sui negati. Ne esce una poesia civile e persino politica nel senso più ampio e più alto del termine; e basta scorrere rapidamente le note conclusive per farsi un’idea chiara di questo aspetto, e dell’ampiezza dello sguardo, che passa da Nairobi alle isole Eolie, dalle Dolomiti ai romeni di Tor di Quinto, letti in controluce con il comunicato nazista circa le Fosse Ardeatine, dai rom ai bambini malati di cancro.
Il titolo riassume molte cose; le parole che lo compongono sono di Paolo di Tarso, e suggeriscono contemporaneamente l’esistenza del dolore e la relativizzazione del dolore; il male che ci accompagna e che dobbiamo credere di poter superare; il realismo, la lucidità, ma insieme una specie di utopia da difendere; e tutto questo con un tono leggermente alto, leggermente solenne, ma di una solennità appena accennata. Poi, leggendo, ci si sorprende di scoprire in questi versi una singolare commistione di realtà concreta, concretissima e nominata senza paura, e di visionarietà.
Non vedo al momento in Italia molti poeti in grado di tenere il passo di Cristina Alziati”.
Fabio Pusterla

As We Weren’t Crying
Winner of Marrazza Prize, Pozzale Luigi Russo Prize and Stephen Dedalus Prize
“I’ve got this impression: we are right in front of a real author, different from ‘fashionable’ poets: powerful in expressing herself, able to condense a wide thought in wrenching images, at the same time lyrical and, we could say, epic, since it can go through the personal subjectivity got sharp by an horrible experience (the disease, the cancer, that is carefully yet clearly told, with no pietism or self-satisfaction) and keep an eye on the other, those who suffer, who are threatened, who are neglected. The result is a civil poetry, even political in its widest and highest meaning. Reading through the endnotes gives you an immediate glimpse of the gaze width, that goes from Nairobi to the Aeolian Islands, from the Dolomites to Tor di Quinto Romanian, read against the light with the Nazi announcement about the Fosse Ardeatine, from Romani people to kids with cancer.
The title sums up many things; its words belong to Paolo the Apostle and suggest at the same time pain existence and its relativity; the evil that follows us and that we have to believe we can overcome; realism and clear mind, but also a utopia to be defended; and all this in a lightly high tone, slightly solemn, just hinted at. Then, while reading these verses, you amazingly discover a peculiar mixture of tangible reality, told with no fear, and of being visionary.
In Italy there are not many poets that can keep up with Cristina Alziati”.
Fabio Pusterla

Cristina Alziati was born in 1963 and has studied philosophy. Her poetic debut dates back in 1992, when her collection, introduced with great enthusiasm by Franco Fortini, was released within an anthology. Her verses were published in many poetic magazines, and she has given out cyclostyled copies of her first poetic collection, raising enthusiastic reactions. In 2005 was released her first book A compimento (Manni), which has wonPier Paolo Pasolini international poetic award and was finalist at Viareggio Literary Prize.
Cristina Alziati lives in Berlin, translates poetry and fiction from German and Spanish language.