Cherryman dà la caccia a mister White Jakob Arjouni

  • Caro dottor Layton, mi ha fatto piacere conoscerla questa mattina. Se di piacere si può parlare, date le circostanze. Me lo immaginavo diverso, uno psicologo criminale: mi aspettavo un tipo freddo e astuto, incaricato di farmi il lavaggio del cervello per il processo. Lei invece mi è sembrato gentile e simpatico, e non ha preteso di sapere già tutto su di
    me. Da quando mi hanno arrestato, le persone che incontro vogliono sempre sapere tutto loro: quali sono i miei problemi, come dovrei affrontare l’intera faccenda, come mi sento e così via. Mi ha fatto bene essere trattato da lei come un perfetto sconosciuto. Domani comincerò a scrivere il resoconto che mi ha chiesto. Voleva sapere se la notte riesco a dormire, se
    ho attacchi di panico o pensieri suicidi. Ho farfugliato una mezza risposta, sì, no, a volte. Ero agitato e non volevo dire cose imprecise. Adesso ho avuto tempo di riflettere sulla domanda. Non dormo molto bene, lo ammetto. Spesso me ne sto lì nel letto, mezzo addormentato, con quelle immagini che mi vorticano nella testa. A volte mi prende la paura,
    mi manca il respiro e comincio ad ansimare come un cane. Allora cammino su e giù per la cella, per quanto possibile, quattro metri avanti e quattro indietro, o faccio saltelli sul posto. Insomma, un movimento qualsiasi per far rilassare il corpo, o la mente. Secondo il medico la cosa peggiore che può capitarmi è svenire. Per il troppo o
    troppo poco ossigeno, non ho capito bene. Dopodiché il respiro dovrebbe regolarizzarsi da solo. Basta fare attenzione a non cadere proprio nelle vicinanze di uno degli spigoli appuntiti del letto o cose simili. Per scacciare quelle immagini, me ne preparo altre. Come antidoto, per così dire, come trattamento di emergenza. Sto tutto il giorno seduto a concentrarmi sui bei momenti passati
    con il piccolo Ninu e con Marilyn. Me li imprimo meglio che posso nella memoria e la notte, quando non riesco a addormentarmi, mi costringo a tirare fuori queste immagini. Mentre lo faccio, parlo ai due come in una preghiera. Ripeto di continuo frasi semplici, come “Ti voglio bene” o “Non dimenticarti di me”, e intanto mi dondolo avanti e
    indietro. Sembrerà ridicolo, ma funziona. Dopo un po’ mi tranquillizzo. A dire il vero, i momenti sono sempre gli stessi e non hanno nulla di speciale: Ninu gioca con qualcosa, per esempio con una macchinina della Matchbox, o scava una buca per terra, vicino alla recinzione, con la sua paletta rossa; Marilyn legge un libro o si dà lo smalto alle
    unghie dei piedi; io sto seduto nell’erba, con la schiena appoggiata a un albero, e guardo il cielo azzurro. È primavera, splende il sole e le foglie dell’albero si muovono nel vento sopra la mia testa. A parte il cinguettio degli uccellini e la paletta che graffia la terra, intorno regna il silenzio. Dottor Layton, lei ha presente quando si
    dice essere tutt’uno con la vita? Quando ogni cosa è come dovrebbe essere, senza se e senza ma, e senti di aver trovato il tuo posto nel mondo? Con Ninu e con Marilyn in alcuni pomeriggi mi sono sentito esattamente così. A volte andavo a prendere il gelato per tutti, e quasi sempre a un certo punto Ninu si metteva
    a cantare la solita canzoncina. Anche questa è diventata per me una sorta di preghiera da recitare la notte nei momenti difficili: “Lo darò all’uomo nero, che lo tiene un anno intero”. La canto dieci, venti volte di seguito, e mi immagino che loro due possano sentirmi. Nell’inconscio, o qualcosa del genere. Peraltro non sono religioso. Quando torno a respirare e mi
    calmo un po’, mi siedo al tavolo a disegnare i miei fumetti. E poi, per fortuna, arriva l’ora della colazione. Del resto, dottor Layton, io non mi ritengo così colpevole come mi giudicano i giornali e molti altri con loro. Sono soprattutto le immagini a farmi paura. Suppongo che sia come in guerra. Forse pensi di combattere dalla parte giusta per
    la cosa giusta, ma quando qualcuno sanguina o muore gridando non c’è più né giusto né sbagliato. Capisce? Le immagini nel dormiveglia, è questa la cosa tremenda, ma, appena mi metto a pensarci con calma, passa tutto. Naturalmente spero di rivedere il piccolo Ninu e Marilyn. E fino a quel momento non mollerò, può stare tranquillo. Come ho detto, domani comincerò il
    resoconto. Cordiali saluti Rick Fischer

    “Qui siamo tutti un po’ paranoici, sa com’è. Quasi ogni giorno riceviamo lettere con invettive contro la scuola materna ebraica, che si incamera il denaro dei contribuenti tedeschi e via dicendo. A volte anche di peggio: che dovremmo crepare nelle camere a gas… e altre idiozie simili. Lei non ha nulla a che fare con tutto questo, vero?”

    Jakob Arjouni Cherryman dà la caccia a mister...

  • Autore: Jakob Arjouni
  • Genere: ,
  • Collane:
  • Titolo Originale: Cherryman jagt Mister White
  • Data Pubblicazione: 10/03/2016
  • Numero di pagine: 160
  • Codice EAN: 9788871687469
  • Prezzo di listino: 15 €
  • Lingua Originale:

Rick disegna fumetti. Ha inventato un supereroe, Cherryman, un uomo albero che allunga i rami per stritolare i cattivi. Rick, invece, è buonissimo. Sistema il giardino della vecchia zia, sogna di poter lavorare in mezzo a piante e fiori. Hanno vita difficile, a Storlitz, i ragazzi troppo buoni. Certi giovinastri, storditi di birra e di idee malsane sulla razza, lo prendono di mira. Prima gli fanno capire chi comanda, e poi lo incalzano con una proposta. È una proposta allettantissima, per Rick: un posto da giardiniere in un parco di Berlino. Certo, lui dovrà fare qualcosa, in cambio. Tenere d’occhio una scuola materna ebraica in mezzo al parco, riferire al suo capo orari e movimenti. Una scuola materna ebraica così bella, e tutto con i soldi dei contribuenti tedeschi, che scandalo, che scandalo… Così la pensano i giovinastri di Storlitz, non certo Rick; lui pensa solo alle sue piante, e a Marilyn, che ha incontrato sul treno per Berlino e con cui ora si bacia sotto i tigli. Che sarà mai fornire qualche informazione sulle abitudini del servizio di vigilanza, sui turni delle maestre d’asilo. È un piccolo prezzo da pagare, per fare una vita così bella. E se il prezzo dovesse alzarsi, se gli dovessero chiedere qualcosa di peggio… lui non farà mai nulla di male, lui chiederà aiuto a Cherryman.

 

La traduzione di quest’opera è stata finanziata dal Goethe-Institut, fondato dal Ministro Tedesco degli Affari Esteri.
The translation of this work was supported by a grant from the Goethe-Institut which is funded by German Ministry of Foreign Affairs.

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