Cento strappi Liesl Jobson

  • Pane, olio, yogurt, mieliemeel…» diceva Liesbet con il telefono stretto contro la spalla, mentre sganciava l’ultimo rotolo di carta igienica bianca nel bagno di servizio. Tornata nell’altro bagno, lo mise al posto del mandrino vuoto. Sarebbe durata finché non fosse tornata lei a comprarla? «Nient’altro?» riecheggiò la voce di Roelof dal cellulare. Lei esitò, cincischiando l’ultimo pezzetto di carta incollata al
    cilindro di cartone prima di buttarlo nel cestino a balze di tessuto giallo come il copriwater, il portafazzolettini e il coprirotoli di scorta, ora vuoto. Tutte queste sciccherie erano dono di sua suocera, fatte a mano e consegnate a Liesbet alla solita festa tra donne prima del matrimonio, sotto gli occhi puntati delle sorelle, delle zie e delle cugine di
    Roelof. Doveva proprio chiedergli di ricomprare la carta igienica. L’ultima volta che erano rimasti senza, perché lei non l’aveva scritta sulla lista della spesa, avevano litigato tutta la sera. Il fatto è che Liesbet voleva comprarsela da sola, perché lui la prendeva sempre rosa, in tinta con le piastrelle e gli asciugamani, o gialla, in tinta con il copriwater all’uncinetto. Era
    stata la mamma a insegnargli l’importanza degli abbinamenti: facevano risaltare il lato femminile di un uomo, a sentir lei. La carta igienica bianca narrava la storia segreta dell’intimità di Liesbet, particolari che non era pronta a confidare al marito. Non ancora. Sulla velina rosa non riusciva a distinguere le deboli macchie di sangue che annunciavano l’ennesima gravidanza mancata; su quella gialla
    non vedeva i lievi mutamenti nelle secrezioni che accompagnavano i giorni fertili, né le alterazioni di colore che tradivano un’infezione in atto. «Ci serve il sapone, il lisoformio e…» «Sbrigati» gracchiò lui. «La carta igienica. Bianca, per piacere».

    Guardo per strada mille volte al giorno, neanche avessi un tic; in cerca di te, di un avvistamento, tenendo d’occhio la polvere, in attesa della squilla angelica che annuncerà il tuo ritorno.

    Liesl Jobson Cento strappi

  • Autore: Liesl Jobson
  • Genere: ,
  • Collane:
  • Titolo Originale: 100 Papers
  • Data Pubblicazione: 28/11/2013
  • Numero di pagine: 256
  • Codice EAN: 9788871686738
  • Prezzo di listino: 15 €
  • Lingua Originale:

Sanno di una terra vibrante e bellissima, di periferie spoglie sotto un cielo terso, di distanze infinite. Fanno parlare gente abituata all’asprezza, che si aggiusta le ferite sorridendo. Raccontano il desiderio, la paura, la mancanza. Cento strappi sono cento scatti in Sudafrica: coppie con gli stivali in macchina per scendere nel fango di fattorie disperse, una donna che arranca nel traffico di Johannesburg animata da fami differenti, prove generali d’orchestra dove il primo violino è solo e sventurato, liste della spesa che raccontano la storia di un matrimonio più a fondo di quanto potrebbe fare un romanzo intero. Con la sua scrittura al cioccolato fondente e arancia amara, Liesl Jobson coglie gesti e parole che in un attimo svelano stupidità e tenerezza, crudeltà e amore. Abile direttore d’orchestra, muove i suoi personaggi con tempi perfetti di entrata e di uscita, domina i solisti, padroneggia contrappunti e armonie. Cento strappi sono lampi di storie, assaggi che mettono fame, schegge che compongono un quadro a poco a poco. Sono cento racconti brevi e brevissimi, fatti di tante scene e tante voci: ma la musica è una sola.

  • Isabella Zani
  • Claudia Tarolo
  • Traduzione dall'inglese realizzata dagli allievi del Laboratorio di traduzione 24x4 (col resto di 4). a cura di Claudia Tarolo e Isabella Zani.