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Cenere, o terra Fabio Pusterla

  • Preghiera della rondine - Verso la chiazza di luce sul fondo / verso il riflesso del sole / con la memoria dell’ombra / con la speranza del mare. // Per l’acqua e per i prati / per la mano del vento il mio volo gaudioso / per tutte le cose precarie che splendono miti / per tutte le cose
    del mondo. So solo / volare impazzita rischiare / un viaggio. // E tu aiutami aria / sostienimi vento dell’Ovest / aspettami mare.

    Preghiera della rondine - Verso la chiazza di luce sul fondo/ verso il riflesso del sole/ con la memoria dell’ombra/ con la speranza del mare.// Per l’acqua e per i prati/ per la mano del vento il mio volo gaudioso/ per tutte le cose precarie che splendono miti/ per tutte le cose del mondo. So solo/ volare impazzita rischiare/ un viaggio.// E tu aiutami aria/ sostienimi vento dell’Ovest/ aspettami mare.

    Fabio Pusterla Cenere, o terra

  • Autore: Fabio Pusterla
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 6/09/2018
  • Numero di pagine: 224
  • Codice EAN: 9788871688305
  • Prezzo di listino: 20 €
  • Lingua Originale:

Tra queste poesie respira una pace nuova, che accoglie in sé la lotta, l’asprezza e l’abisso.
C’è una casa a cui tornare, ora, anche se sospesa sul ghiacciaio; e negli anfratti degli anni riemergeranno un elenco di mondi e di volti, una mappa di voli, una gioiosa somma di possibilità.


“Dormivo accanto al fiume silenzioso e il fiume dormiva con me”.


Si apre con la preghiera della rondine, si chiude con lo sguardo di un bambino, questo libro che ha gli antichissimi quattro elementi – terra, aria acqua e fuoco – come poli attrattivi, e non “secondo il calcolo di un progetto, piuttosto attraverso un agguato dell’immaginazione”.

Procede lungo sentieri di silenzio, luce sprecata, “torsioni e torture senza grida / slogamenti della crosta della terra”, per un cammino accidentato, per la sua esplorazione crudele; poiché non si può “restare, lasciarsi / cadere e farsi pietra / tra le pietre”. Incontra fantasmi a un concerto, stelle di calcite dentro il buio; e capre sopra i bordi della luna.
Trova “l’acqua che ha rotto il cristallo / lo specchio il bicchiere”. “L’acqua che spolpa /cavallo e cavaliere”. Come il Custode delle acque, le si addormenta accanto, si fida di lei: “anche quando minacci, e ti gonfi / anche quando porti via / tutto con te. // I giorni, i ponti, i tetti. / E anche me”. In questo abbandono senza resa, in un “luogo che dice fermati, respira”, “La strada che prosegue fa un po’ meno paura”.