Acqua in bocca Camilla Gibb

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    "Ma papà non era un granché, per i compiti.
Voleva sempre trasformarli in un gioco, mentre io li prendevo molto seriamente.
Voleva sempre fare la maestra, e quando io protestavo e dicevo – Ma la signorina Kelly non fa così’ – lui rispondeva:
– Le lezioni della signorina Kelly sono finite, per oggi.
Ci sono cose che solo tuo padre può insegnarti".

    Camilla Gibb Acqua in bocca

  • Autore: Camilla Gibb
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Mouthing the Words
  • Data Pubblicazione: 28/04/2005
  • Numero di pagine: 224
  • Codice EAN: 9788871684130
  • Prezzo di listino: 13.5 €
  • Lingua Originale:

Thelma è nata da una coppia male assortita.
La madre pensa solo a se stessa, è distratta, sempre a caccia di avventure.
Il padre fatica ad affermarsi sul lavoro, farnetica a proposito di fantomatiche invenzioni, si sente trascurato dalla moglie e alimenta pensieri perversi nei confronti della figlia.
Con l’inganno, spacciandolo per gioco, comincia ad abusare di lei.
Thelma subisce, e si difende inventandosi alcune amiche fantastiche, da cui non si separa mai: Heroin, Ginniger e Jannawee.
Poi, quasi senza volerlo, finisce per confidarsi con una zia.
La madre è incredula, il padre nega. Decidono di lasciare l’Inghilterra, di ripartire da zero.
Di cominciare una nuova vita, in Canada. Ma anche lì, il gioco perverso ricompare, e il padre viene allontanato dalla famiglia.
Thelma, fragile e spaventata, – si vede come un “insetto stecco” – ossessionata da immagini disgustose, scopre nello studio un terreno sicuro, totalmente suo, su cui far base. Si iscrive a Legge, si diploma, incredula, con lode, e infine ottiene una borsa di studio che le permette di perfezionarsi a Cambridge. Ma il confronto con i demoni della propria infanzia è ben lontano dalla fine: il suo è un cammino difficile e tortuoso. Anche quando nella sua vita si affaccia l’amore, lasciarsi andare le sembra impossibile…

Acqua in bocca è un romanzo che brucia, ma è anche un profondo atto di fede nella ragione, nella capacità delle parole, appunto, di rifondare un mondo. Ed è pieno di un’ironia dolce, amabile, tutt’altro che di casa quando si affrontano temi così delicati.