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Partecipa al Laboratorio
per Book-Jockey di Maurizio Matrone a Mantova!
Trasformare un'idea già esistente significa renderla vincente!!! I mitici anni '80 hanno lasciato al mondo della musica una figura che ha fortuna ancora ai giorni nostri: il dee jay.
Il giocoliere delle note, il mago del suono che incanta gli ascoltatori e lancia successi da classifica revisionando pezzi del passato e lanciando novità. L'educatore in divisa appassionato di letteratura Maurizio Matrone ha creato la nuova ed interessante professione del Book Jockey. Mixare pagine, "scretchare" sulle parole, creare cover e pezzi inediti è il lavoro che aspetta a questo nuovo art creator del panorama letterario moderno.
Il laboratorio in cui l'ideatore del Police
Film Festival spiegherà tutto del BJ
avrà luogo giovedì 4 Settembre
alle 15 presso la chiesa di Santa Maria della Vittorie.
Sperimentare per credere!
Partecipa al Laboratorio per Book-Jockey di Maurizio Matrone a Mantova!
La letteratura è rinnovabile?
Le nuove idee letterarie, come il petrolio,
cominciano a scarseggiare. La
letteratura è energia pulita; è anche rinnovabile?
Si può
considerare etico, persino terapeutico, il riutilizzo narrativo attraverso una
“cover”? Similmente al Disk Jockey non può esistere un Book Jockey capace
di far “risuonare” i libri che più ha amato? Cover, mix e re-mix letterari
possono dar vita ad opere nuove e sorprendenti. E talvolta più interessanti
degli originali. Ecco un
metodo per omaggiare un grande autore o uno scrittore ingiustamente dimenticato;
per trasformare il libro che ami nel tuo libro. Basta prendere un romanzo,
scegliere dei brani, riscriverli e metterci dentro del “proprio”. Si può
spostare l’ambientazione in un altro luogo, in un altro tempo e con gli occhi
di un altro personaggio. Si guarda dove funziona, che cosa resiste, che cosa
migliora, che cosa non serve. Si possono rispolverare vecchie parole e vecchie
frasi per mischiarle, spremerle, rinnovarle.
Si vedrà che l’operazione di trasformazione letteraria – a dispetto dell’entropia - non avrà semplicemente prodotto un’opera nuova, ma avrà riutilizzato, valorizzandolo - e senza consumarlo -, l’originale. Energia più pulita di così!
In campo musicale le cover sono talvolta molto più singolari degli originali perché sono degli atti – non semplicemente interpretativi – di riscrittura e rilettura densi d’amore verso la musica e l’autore. Mio figlio adolescente credeva che “Light my fire” cantato da Will Young fosse un pezzo originale e non aveva idea di chi fossero i Doors. La scoperta (anche delle cover di Ami Stewart, di Josè Feliciano e dei Led Zeppelin - tanto per citarne alcuni -) gli ha permesso, da una parte di apprezzare maggiormente le cover, dall’altra di recuperare un brano (e conoscere un gruppo storico) che ha trovato “rivoluzionario”.
Nessuno si scandalizza se un pittore copia i maestri perché, come diceva Gauguin, chi lo fa li ama. E come non restarne influenzati? E chi si ama se non coloro che ci sono più affini? Il “copiare” con l’umiltà dello studente è la modalità che permette di creare – nella complessità della reinterpretazione - sempre qualcosa di nuovo. Il copiare con la spudoratezza di un imbroglione è, invece, un’operazione di disonestà assoluta perché nel “plagio” si spaccia per propria l’opera di un altro.
Un romanzo, infine, non nasce sempre grazie alla storia e alla lingua di un altro? Se l’arte imita e racconta la vita, chi imita e racconta l’arte non fa altrettanto? La differenza, la cifra, non starà semplicemente nel “come”?
Maurizio Matrone