GAÉTAN SOUCY
L’assoluzione

gli alianti, 160 pagine,13,50 euro
Traduzione di Francesco Bruno

Nasce a Montréal nel 1958 in un quartiere operaio.
Ha un’infanzia senza storia, trascura gli studi secondari
e si forma leggendo.
Studia fisica e matematica all’università di Montréal,
letteratura all’università del Quebéc, ottiene un dottorato
in filosofia con una tesi sulla teoria trascendentale delle scienze nella filosofia critica kantiana.
Tra il 1986 e il 1995, soggiorna a lungo in Giappone,
dove si immerge nello studio della lingua e della scrittura giapponese. Nel 1994, scrive il suo primo romanzo, L’Immaculée Conception (primo premio ex equo al Festival du Premier roman de Chambéry). Nel 1997 esce L’assoluzione (Grand Prix du Livre de Montréal 1998), poi, nel 1998, La bambina che amava troppo i fiammiferi, vincitore, tra gli altri, del Grand Prix du roman de l’Académie des Lettres du Québec, e tradotto in diciotto lingue.
Con Catoblépas, firma il suo primo testo teatrale.
Insegna filosofia a Montréal.

 

“– Se mai Dio dovesse decidere di tornare sulla terra, cosa pensi che farebbe?
Maurice lo guardò con diffidenza. Non
rilassava le mascelle.
– Be’, continuò Bapaume, credo che
per prima cosa chiederebbe perdono”.

 

La lucidità ferma e cristallina del gelo in un romanzo sorprendente

Fulvio Panzeri - L'Avvenire

 

Dove si acquistano
i libri
Marcos y Marcos?

 

Louis Bapaume è tornato.
Diciotto ore di viaggio per raggiungere una valle gelida, l’ultimo tratto
in slitta nella neve scintillante.
Vent’anni prima, aveva insegnato musica ai ragazzini di Saint-Aldor.
Al tenente che l’accoglie alla stazione, Louis racconta di una colpa da
espiare, di una questione personale da regolare con Julia, una delle ragazzine che gli erano state affidate.
Pare un uomo addolorato e deciso.
Vorrebbe incontrare Julia al più presto, ma il suo cruccio privato deve
cedere il passo a una tragedia collettiva: una bambina si è smarrita nei boschi, è morta di freddo in fondo a un crepaccio.
Squadre di soccorritori rientrano a una a una, tutti gli abitanti del paese si raccolgono in chiesa, sgomenti.
Musica d’organo, composta a suo tempo da Louis, risuona nell’aria freddissima e pura.
Julia lo sfugge, dice di non ricordare.
Un’altra donna, invece, viene a cercarlo: si aspetta da lui scuse e spiegazioni.
Ciascuno racconta una storia diversa; come sarà andata veramente? Di chi è figlioMaurice? Perché Julia ha tre dita
mozzate come quel soldato alla stazione?
Che strano, la moglie di Louis si chiama Françoise come la mamma del capostazione, è ebrea come lei, parigina
anche lei, entrambe suonano il violino…
Louis ha ingannato tutti, anche noi. Ma è stato, a sua volta, ingannato.
Riparte a piedi, lungo i binari della ferrovia.
Svanisce nella bellezza assoluta della vallata, nel riverbero della luna sulla neve, nella musica che vibra tra le fronde
dei pini.
Dalla porta della stazione, noi e il tenente lo guardiamo andar via, sconcertati.
Le sue ultime parole: “Nessuna catastrofe può colpirmi perché nulla è reale”.


La bambina che amava troppo i fiammiferi


GAÉTAN SOUCY
Gli autori canadesi

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