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BORIS VIAN
La schiuma dei giorni
Colin è un giovane parigino ricco e annoiato.
Passa il tempo dedicandosi a ricette inverosimili, strimpellando bizzarri strumenti di sua invenzione, bighellonando con Chick – il suo migliore amico – un ingegnere spiantato e sperperone che ha uno strano pallino: collezionare le opere di Jean-Sol Partre.
Po, nella vita del signorino entra, in modo esplosivo, l’amore. L’incontro con la bella Chloé è un colpo di fulmine: decidono di sposarsi nel giro di pochi giorni.
Per la cerimonia nuziale, Colin non bada a spese: ingaggia un Arcivettovo, settantatré musicisti, quattordici Figli della Fede e due pederasti d’onore. Nella chiesa, ridipinta di fresco a strisce gialle e viola, entrano anche le nuvole, profumate di coriandolo e di erbe di montagna.
Gli sposini si imbarcano in un lungo e stralunato viaggio di nozze nel Sud della Francia, scortati dal cuoco di Colin, Nicolas.
Al ritorno dal viaggio, Chloé si ammala. Nei suoi polmoni si annida un male terribile, fatica a respirare. Mentre il tempo va sempre più veloce, e l’appartamento dove vivono, inizialmente di dimensioni faraoniche, si fa sempre più stretto…
Romanzo dolce e pirotecnico, surreale fiaba d’amore e feroce denuncia del conformismo, piena di invenzioni che fanno ridere e piangere, La schiuma dei giorni è il capolavoro di un genio ventisettenne: Boris Vian.
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gli alianti
272 pagine, 13,50 euro
isbn 978-88-7168-071-2
Traduzione di Gianni Turchetta
Prefazione di Ivano Fossati
Con un’intervista a Daniel Pennac
“Dal cielo si stava abbassando una nuvoletta rosa, e si avvicinava sempre di più.
‘Io vado, eh!’ propose la nuvola.
‘Vai’ disse Colin.
La nuvola li avvolse. Là dentro faceva caldo e c’era un odore di zucchero alla cannella.”
Musica e letteratura erano di casa, in casa del piccolo Vian. Vian compone le prime canzonette da bambino, a undici anni suona la tromba a meraviglia, mette su un complessino con fratelli e amici. Diciannovenne, sbarcca nella magica Parigi degli anni Cinquanta, che contribuisce, con i suoi mille talenti, a rendere ancora più magica. Animato da un vitalismo forsennato, fa di tutto: fonda un locale notturno che accoglie le celebrità del mondo dell’arte, delle lettere e dell’esistenzialismo. Traduce Chandler, Strindberg e Nelson Algren. Scrive di jazz, teatro e varietà. Si laurea in ingegneria cartaria, si sposa, si risposa e riesce perfino a pubblicare presso Gallimard, grazie a Raymond Queneau. Ma i suoi romanzi, seri, surreali e struggenti, sono un fiasco. Lo strappacuore, La schiuma dei giorni, L’autunno a Pechino vendono poche centinaia di copie.
Celebrità e grande scandalo gli verranno invece da un breve, crudelissimo pulp a sfondo erotico, scritto per scommessa e sotto pseudonimo: Sputerò sulle vostre tombe.
Muore non ancora quarantenne, dopo aver scritto cinquecento canzoni, una decina di romanzi, e piéces teatrali, tra cui spicca Generali a merenda. Stroncao da un infarto, proprio durante l’anteprima cinematografica di Sputerò sulle vostre tombe.
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“L’essenziale, nella vita, è dare giudizi a priori su tutto. In effetti, sembra che le masse stiano sempre dalla parte del torto, e che gli individui abbiano sempre ragione. Bisogna tuttavia stare attenti a non dedurre nessuna regola di condotta da questa constatazione: certe regole non hanno bisogno di essere formulate per essere eseguite.”
“‘Se la gente avesse il tempo per costruire delle macchine, poi non avrebbe più bisogno di far niente. Quello che voglio dire, insomma, è che si lavora per vivere invece di lavorare per costruire delle macchine che permetterebbero di vivere senza lavorare’.”
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“Gli angoli della stanza si modificavano e si arrotondavano sotto l’effetto della musica. Ora Colin e Chloé riposavano al centro di una sfera.
‘Che cos’era?’ domandò Chloé.
‘Era The Mood To Be Wooed’ disse Colin.”
“‘Lei ha qualcosa ai polmoni. Più esattamente, qualche cosa nel polmone. Speravo che fosse…’
‘Ha una ninfea?’ domandò Nicolas incredulo.
‘Al polmone destro’ disse Colin.”
Pagina a cura di Milena Scaramucci