TIM KRABBÉ
La corsa
208 pagine, € 14,00
traduzione di Franco Paris

Tim Krabbé incontra i lettori

Vincere: un’ossessione che perseguita Tim Krabbé dai primi anni della scuola. Nato nel 1943 ad Amsterdam, dove abita ancora oggi, a sette anni scopre il gioco degli scacchi, e ci si fionda a capofitto. Negli anni delle superiori, inizia a scrivere: cronache, studi, aneddoti, protagonisti sempre gli scacchi. Pubblica tre libri in cui mescola analisi, leggende e sfide fra grandi scacchisti, poi finalmente decide che è ora di dedicarsi un po’ all’attività fisica. A un soffio dai trent’anni, balza in bicicletta e comincia a pedalare. Partecipa a un sacco di competizioni, quasi seicento.
E cambia passo anche con la scrittura. Si dedica alla narrativa:
romanzi a metà fra storia d’amore e thriller psicologico.
I suoi thriller escono in quindici Paesi, quattro diventano
film (di uno si gira perfino il remake).
Ma il vero libro-chiave, quello che lo rende unico nella
Storia della letteratura, specie dopo il grande lancio in Usa e in Gran Bretagna, a opera dell’editore Bloomsbury, è La corsa. Oggi, a sessantadue anni, Krabbé continua a scrivere splendidi romanzi e a cimentarsi in lunghe traversate ciclistiche in tutto il mondo.

 


Fausto Coppi e Magni 
al Giro d'Italia del 1955

“...la strada si trasforma in un canale stretto, a picco, scavato nella roccia. Paura dell’altezza, moltiplicata dalla velocità. Non devo guardare giù.
Il vento soffia, mi buca
da parte a parte”.

 


Ascolta la recensione su Radio 24

Una volata epica verso il traguardo, un tuffo nella natura e nello Zen, una sfida assoluta in cui mente e corpo sono impegnati al massimo: tutto questo è La corsa.
Una gara ciclistica che dura poche ore, un romanzo che sembra avere nove vite, che si legge da mille prospettive.
Duecento pagine di competizione, centocinquanta chilometri che non si dimenticano.
Capitoli brevi, grande tensione, flashback e illuminazioni improvvise: Tim Krabbé evoca la magia, la potenza
e il dramma di un confronto estremo.
Gli avversari: persone con cui si dividono sogni, alleanze temporanee, e al tempo stesso il Nemico da uccidere.
Le gambe: un motore silenzioso a energia gratuita inesauribile.
La salita: una fatica mortale, e un inno alla vita.
La discesa: cento metri ondulati verso il basso, agognati per tre quarti d’ora.
La sofferenza: dopo il traguardo, si trasforma nel ricordo di un piacere.
Il paesaggio: ruvido, elegante, pericoloso.
Tim Krabbé ha scoperto le competizioni ciclistiche a un passo dai trent’anni.
Sei anni e centinaia di gare dopo, ha scritto quella che oggi molti definiscono una “bibbia tascabile” dello
sport: da allora, la schiera di cultori di questo romanzo è in costante crescita.

 

 

"La corsa è una grande lettura e… appunto, una grande corsa.
Mezza giornata di gara, che Tim Krabbé riporta sulla pagina chilometro
per chilometro, mostrando lo sport per quello che è: esaltazione, tattica, angoscia, rapporto con gli altri, velocità, lentezza, pericolo, logorio, disastri meccanici, eroismo… futilità. E... dire, come ha fatto qualcuno, che la corsa è una metafora della vita, significa non cogliere il succo del libro. La corsa è tutto.
Polverizza tutto quello che corsa non è. La vita è una metafora
della corsa".

Donald Antrim

 

 


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