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John
Kennedy Toole Recensioni
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Pasquale
Bottone iltempodileggere.com |
Gabriele Romagnoli Musica di Repubblica |
Ruggero
Bianchi La stampa, TuttoLibri |
cafeletterario | BooksHighway |
| BooksHighway marzo 2005 C'è una guerra (c'è sempre stata una guerra) e un padre, un marito che non tornerà più, in una small town che è anche un'infinitesima porzione dell'american dream. La monotonia della provincia, la scuola e il lavoro, gli uomini e le donne, la mainstreet e gli angoli in ombra, il primo appuntamento e l'ultimo addio formano la geografia spicciola in cui vivono i personaggi de La Bibbia al neon, primo e toccante romanzo di John Kennedy Toole. Succede poi che la guerra finisce ("Sul giornale c'erano dei titoli alti una spanna e il droghiere ha distribuito gratis dei mortaretti che tutti hanno fatto esplodere sul Corso. Era estate e faceva molto caldo. D'estate |
non c'era una bava di vento. L'aria era ferma e torrida. Io mi sono seduto in veranda a sentire gli scoppi che arrivavano da tutta la valle e persino dal capoluogo della contea. Quando è venuto buio, giù in città si sono accese le luci, meno che nelle case dove, come da noi, qualcuno era morti in guerra") e in attesa di quella successiva (che non manca mai) sono altri gli eventi che movimentano la vita cittadina. All'inizio, tra una canzone cantata a squarciagola e una predica open air, sembra che tutto rientri nell'ambito del folklore, ma i personaggi di John Kennedy Toole coltivano la tendenza ad andare fino in fondo e, come poi in Una banda di idioti, la commedia si risolverà in un dramma. Senza pietà, molto credibile e, come dire, molto americano. |
| Cafeletterario febbraio 2005 Se avete letto Una
banda di idioti, il romanzo più noto di John Kennedy Toole, vi
sarete innamorati dell’imbranato e ironico Ignatius. Leggendo La
Bibbia al neon, primo romanzo di Toole in ordine cronologico,
farete altrettanto con David che, pagina dopo pagina, si guadagnerà il
vostro affetto. Non senza apprensione lo accompagnerete nel suo complesso
percorso di crescita, così simile nella sua solitudine viscerale a quello
autobiografico dello stesso J. K. Toole che, ricordiamo, è morto suicida
a soli 32 anni. |
rimasto
senza lavoro, aveva portato David e la sua famiglia in una vecchia casa
fatiscente, in cima ad una collina, circondata da fango e detriti di
carbone: l’unica che potevano ormai permettersi. La vita di David si era
fatta sempre più complicata: maltrattato a scuola, tormentato dai litigi
tra i genitori, sempre più frequenti a causa della mancanza di denaro, e
infine angosciato dallo scoppio della guerra e dalla decisione del padre
di arruolarsi come volontario. In città erano ormai molte le famiglie con
un parente in guerra, e il diffuso stato d’animo di preoccupazione e di
ansia per la sorte dei propri cari veniva ampliamente sfruttato da
ministri della chiesa dotati di scarso senso etico, come il più
“tradizionale” pastore Watkins, o l’estroso Bobbie Lee Taylor,
giunto in paese per organizzare un imponente evento che di religioso aveva
poco o nulla, ma viceversa aveva molto dello spettacolo musicale. Entrambi
facendo leva sulla fragilità delle persone e sul diffuso perbenismo di
facciata, suggestionavano ed inculcavano loro le proprie teorie. Toole
fornisce una descrizione molto precisa del modo in cui la religiosità
possa essere ridotta a pura apparenza, a esteriorità, persino a qualcosa
che si può acquistare (ma non è certo una novità): un “buon
cristiano” si iscrive nei registri della chiesa e paga delle quote
associative. Il resto è optional. E la Bibbia è al neon:
un’insegna sul tetto della chiesa. È un ritratto letterario, ma
fornisce una descrizione quasi fotografica di una società fondata
sull’apparenza, sul fanatismo, sul potere del danaro, sul conformismo. La morte del padre, ucciso in Italia, le condizioni psico-fisiche della madre (peggiorate dopo la scomparsa del marito) non più in grado di sbrigare le faccende domestiche, ormai ridotta a un automa, erano per David ulteriori motivi di sofferenza, a volte di paura. E quando anche zia Mae lo abbandona, spezzando quel delicato equilibrio che si era creato fra loro, David perde la testa. Lo ritroviamo sul treno dove l’abbiamo conosciuto, in viaggio, finalmente, ma un viaggio verso il nulla. |
| Pasquale
Bottone iltempodileggere.splinder.com dicembre 2004 Peccato davvero che uno scrittore talentuoso e originale come Kennedy Toole sia scomparso così giovane ( a soli 32 anni, nel '69) e suicida poi. Avrebbe sicuramente avuto ancora tanto da dire in questi anni difficili per l'America, specie per quella parte di essa che vive quotidianamente l'altra faccia, quella più oscura e spesso priva di speranza, del classico, felice e luminoso sogno americano. Toole anche nel suo più famoso romanzo, "Una banda di idioti", si soffermava a narrare le vicende di vita di un giovane grassone anticonformista che si trovava a dover affrontare, per il suo stesso modo di essere, le grettezze e le chiusure aprioristiche dei benpensanti. C'era una malinconica, assai incisiva ironia in quella storia che a tratti spingeva al sorriso amarognolo e disilluso. C'è anche in questo bellissimo "La Bibbia al neon", anche se più sfumata dalla stessa ambientazione della storia con il suo evolversi decisamente drammatico, con il suo sottofondo di disperazione autentica che intristisce, |
commuove, emoziona, lasciando dentro un grande senso di solidarietà nei confronti del protagonista della narrazione che è un giovane della provincia statunitense che deve affrontare una situazione familiare di miseria e degrado con un padre scomparso in guerra, una madre impazzita dal dolore ed una premurosa zia artista docile e presente fino alla drastica decisione di andar via a cercar la sorte lontano con il suo uomo. Un mondo piccolo e meschino, di fondamentalismi religiosi ipocriti quello che ruota intorno alla complicatissima crescita del giovane che deve fare i conti con pastori fanatici, "difensori del bene" nella battaglia contro il male, il peccato, il sesso, la mancanza di fede assoluta e bigotta in Dio. Dopo aver provato seppur per un breve istante un sentimento amoroso nei confronti di una sfuggente ragazza al giovane non rimarrà altro che cercare di ricominciare la sua esistenza da qualche altra parte, lontano dai pregiudizi della valle, al riparo dalle possibili conseguenze di un gesto compiuto folle, anche se umanamente comprensibile. Un capolavoro assoluto di letteratura dolente e d'arte vera. |
| Gabriele
Romagnoli Musica di Repubblica novembre 2004 IL SOGNO AMERICANO: PECCARE Viaggio nei profondi USA di John K. Toole, l’autore di "Una banda di idioti" La vicenda è nota, ma per chi non la conoscesse: John Kennedy Toole (JKT) era un giovane uomo della Louisiana incapace di vivere, aveva troppa carne, troppa sensibilità, troppa infantile disposizione non ricambiata. Si uccise. La madre trovò i suoi romanzi nel cassetto, bloccò in ascensore L’uomo che andava al cinema (Walker Percy) e l’obbligò a leggere Una banda di idioti. Lui trovò un editore. JKT vinse il Pulitzer postumo. Questa Bibbia al neon che Mrcos y Marcos ripubblica è il suo primo romanzo. Non è la stessa cosa, inevitabilmente. È più ingenuo e meno originale, ma più attuale. Se volete conoscere il cuore dell’America puritana che elegge Bush anche perché ha paura della propria sessualità almeno quanto del terrorismo, fatevi guidare dal piccolo David nella sua piccola cittadina popolata di maestre inacidite, preti impietosi, "buttiglioni" in tourné.
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Di che cosa
questa gente ha disperatamente bisogno: del peccato. Questa non è Peyton
Place: sotto la cenere cova fuoco spento. Tutti espiano il nulla che hanno
commesso, confessano un’autobiografia di omissis che cela lo zero
assoluto. Perché corra un brivido occorre l’arrivo di una sexy
sessantenne, la zia Mae. È come se "il tram chiamato desiderio"
di Tennessee Williams ripassasse dopo tanti anni. La sorella di Stellaaaaa!
È invecchiata, ma non sembra. Ha ancora vestiti, fianchi ed energia
sufficiente per incantare. È con lei che JKT dà il meglio, perché è
lei a darci il meglio: virgole di rossetto e punti G. Zia Mae è una
bellezza senza tempo: la sua età non conta, vale solo l’effetto che
produce, vale che il nonno dell’orchestrina ringiovanisca per lei, che
il pedofilo del paese non noti la differenza. Peccato (vero) , che alla
fine se ne vada. Peccato, perché senza di lei la storia si oscura in
tutti i sensi. È un cielo del Sud che si fa nero, prima della tempesta. È una strada che si spopola, una vita (quella di David) che conosce l’abbandono da parte di chiunque. Alter ego di JKT, il bambino rimasto infine solo non può che dare sfogo al proprio furore. A differenza di lui, non mira a se stesso. È l’annuncio della tragedia che sta per scoppiare e (anche) di quel piccolo capolavoro dello sdegno che sarà Una banda di idioti. |
| Ruggero
Bianchi La stampa, TuttoLibri dicembre 2004 "America, Bibbia & Dollari" Se state ancora cercando
di capire come ha potuto Bush junior vincere le elezioni, provate a
leggere La Bibbia al neon, il
primo romanzo di John Kennedy Toole, il narratore americano morto suicida
nel 1969 a trentadue anni che s’è guadagnato fama postuma in mezzo
mondo (Italia compresa) con Una
banda di idioti,
autentico capolavoro di satira sociopolitica. |
sul rogo Via
col vento perché è un’opera peccaminosa, detestano Jean Harlow e
Bette Davis quasi fossero femmine di malaffare, s’infiammano soltanto
quando in paese arriva un predicatore più ardente ed eloquente del loro a
scatenare un’ondata di fervore revivalista e costringono a traslocare in
città i loro stessi reduci, se hanno avuto l’ardire di sposare donne
forestiere, europee o magari cinesi (non nere, comunque: i negri sono
fuori questione)? Oh certo, sotto sotto si può fare e si fa di tutto: frequentare i bordelli e abortire, sbronzarsi e farsi l’amante, indulgere alla violenza e "persino" all’omosessualità. Purché tutto avvenga di nascosto e nessuno lo metta in piazza. E a patto, naturalmente, che nei dì di festa si vada alla funzione e si sia iscritti nei registri della chiesa, contribuendo alle sue necessità secondo le leggi e le usanze. Ma che succede se uno non ha soldi e ha tempo soltanto per la madre vedova, sempre più malata e sempre più demente? Se si rifiuta di seppellirla in un ospizio o in un manicomio? Se si ritrova accanto una zia stramba e affettuosa che sogna d’imitare Mae West e Betty Grable e vuol registrare le sue canzoni in uno studio di Nashville? Una situazione del genere è intollerabilmente empia e blasfema, in un borgo dove l’ultima insegna a spegnersi la sera è la Bibbia al neon, sempre più simile a un dollaro di luce, che troneggia sul tetto della chiesa. Ma questo ambiguo tran tran finirà per spezzarsi. Un fatto stupefacente e drammatico accadrà infine, lasciando David più perplesso che sconvolto, più sorpreso che atterrito, come quando qualcosa finisce ma non si sa se qualcos’altro possa iniziare e forse sia già iniziato. Chissà che il seguito di La Bibbia al neon, storia che non si chiude e non si apre, non sia proprio una Banda di idioti, paradossale e parossistica vicenda di un giovane che potrebbe anche essere David, come lui non integrato ma nemmeno disintegrato. |