JÖRG FAUSER
L’uomo della neve

256 pagine, € 13,50
Traduzione di Daniela Idra

Jörg Fauser nasce a Francoforte sul Meno nel 1944. Abbandona a metà strada gli studi universitari, vivacchia di espedienti fra Istanbul e Londra. Come molti scrittori irregolari, svolge lavori irregolari e temporanei: facchino all’aeroporto, guardiano notturno e, come si dice oggi, badante. Mette insieme un po’ di collaborazioni giornalistiche di discreto livello – «Playboy» e «Stern», per esempio – stende qualche sceneggiatura. Ma il portafogli è sempre vuoto. Ama considerarsi "totalmente indipendente, con la sola eccezione del matrimonio".
A trent’anni scrive il primo romanzo, poi poesie, reportage, racconti, una biografia di Marlon Brando, considerata
ancora oggi fra le migliori in circolazione.
Quando si "tuffa" sotto un camion a quarantatré anni e un giorno, nell’estate del 1987, i suoi libri cominciano
ad apparire in collane tascabili a grande diffusione. Da allora, i giovani lettori tedeschi lo considerano fra i "maledetti" imperdibili, come Bukowski, Kerouac o Céline.

"Suo marito era uno di quelli in smoking?"
"Mio marito si trova
in un monastero in Thailandia".
"Oh mio dio, e che ci sta a fare?"
"Presumo che cerchi se stesso. Forse però cerca anche me. O un rimedio per il raffreddore da fieno. Lei non è il classico
tipo che vende cocaina".
"Perché, esiste un tipo classico?"

Blum è un trafficante di mezza tacca, uno che cerca di piazzare quadri contraffatti e piccoli lotti di riviste porno danesi.
Traccheggia a Malta, ma i quattrini scarseggiano ed è a un passo
dal foglio di via. L’ultima chanche di combinare un affare dipende dall’appuntamento con un certo Rossi, specie di boss
locale. Ma nella camera d’albergo di Rossi, appena visitata dalla polizia, trova soltanto la sua parrucca, e una ricevuta del deposito bagagli della stazione centrale di Monaco.
Blum taglia la corda, acchiappa un aereo, e va a vedere.
Al deposito ci sono due chili e mezzo di Peruvian flakes, nascosti in bombolette di schiuma da barba: la
miglior cocaina, la miglior "neve" del mondo. Un malloppo che vale un mucchio di soldi: la classica botta di vita che cambia tutto.
Ma il malloppo va smerciato, faccenda tutt’altro che banale. Perché c’è qualcuno che quel malloppo lo insegue.
Perché è dura pararsi il culo quando si ha per le mani roba che scotta come quella.
Inizia così un rocambolesco giro per l’Europa: Francoforte, Amsterdam, Ostenda. A ogni tappa, personaggi
di ogni razza e ambiente: modelle, signorini viziati, scrittorucoli, pubblicitari, ricettatori...
Braccato dalla polizia, dai signori dello spaccio e dal legittimo proprietario della ricevuta, in fuga costante
e febbrile, il suo unico spettro è lo squallore di un’esistenza triste e baraccata.
Il suo sogno: un baretto alle Bahamas, nulla di mondano, un posticino fresco sul porto, dove ognuno fa
quello che vuole in tutta tranquillità.

L’uomo della neve è un romanzo alla cocaina, lucido, iperrealista, dal passo sempre più accelerato.
A suon di Charlie Parker. E di un bukowskiano, famelico, arrendersi alla vita.

 

Incipit del romanzo

 


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