Fiedrich Dürrenmatt
L'incarico
160 pagine, 10 euro
Nato nel cantone di Berna nel 1921,
scomparso nel 1990, Dürrenmatt è stato assieme a Max Frisch il più significativo scrittore svizzero del
dopoguerra.
Fra le opere teatrali, ricordiamo Romolo il grande (1948-1949), I
fisici (1962), Il matrimonio del signor Mississippi (1952). In campo narrativo,
Il giudice e il suo boia (1952), Il sospetto (1951), La promessa (1958), Giustizia (1985) e L'incarico (1986). Fra i racconti, La Panne, La
morte della Pizia (1976), Il Minotauro, La morte di Socrate e Mida.
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Dürrenmatt non è soltanto il nostro giudice: probabilmente è la
nostra coscienza, una coscienza che non ci lascia mai in pace.
Marcel Reich-Ranicki
La moglie di un
celebre psichiatra scappa di casa, apparentemente in preda a una crisi
depressiva.
Le sue spoglie vengono ritrovate nei pressi delle rovine di Al-Hakim, in
pieno deserto. In Marocco.
Lo psichiatra, che ha appena pubblicato un saggio sul terrorismo islamico,
affida a una giornalista televisiva l'incarico di ricostruire le tappe
della scomparsa e della morte della moglie. E di farne un documentario.
Appena giunti in Marocco, la giornalista e la sua troupe vengono "intercettati"
dalla polizia locale.
Risulta presto evidente che dietro il delitto c'è ben altro che una crisi
depressiva. C'è semmai odore di guerre simulate, traffico di armi e di
informazioni.
Ricattata dal capo dei servizi segreti, incalzata da un nugolo di troupe
televisive che non intendono perdersi né far perdere al mondo, ormai
paralizzato dalla propria fame di immagini un solo fotogramma della
vicenda, la donna decide di andare fino in fondo.
Con questo "noir metafisico" Friedrich Dürrenmatt presenta al mondo un
conto piuttosto salato. Che tuttavia, prima o poi, andrà saldato.
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