Jeffrey moore

Jeffrey Moore divide il suo tempo tra Montréal, dov’è nato, e Val Morin, in Québec. Ha studiato all’Università di Toronto, all’Università della Sorbona (Parigi) e all’Università d'Ottawa, dove ha ottenuto un Master in traduzione. Svolge professionalmente l’attività di traduttore e insegna al dipartimento di traduzione dell’università di Montréal e al dipartimento di francese dell’Università Concordia, anche se attualmente si dedica prevalentemente alla scrittura.

Com’è nato Una catena di rose?

La genesi di questo libro risale alla fine degli anni Ottanta, periodo in cui ero completamente assorbito dalle opere di William Shakespeare, uno dei miei autori preferiti. Decisi di andare a Oxford per fare di questa mia passione un oggetto di ricerca accademica. Tuttavia, quando mi misi effettivamente al lavoro, realizzai che la vita è troppo corta per essere vissuta in mezzo a topi di biblioteca. Piuttosto, pensai, sarebbe più interessante poter scrivere un romanzo includendo William Shakespeare.
Sarebbe stato questo a sostenermi: ogni scrittore ha bisogno di qualcosa che lo sostenga, soprattutto nel preciso momento in cui si mette a scrivere e si rende conto che sarà lunga, ed è molto importante mantenere vivo l’interesse. Attorno a questo periodo successe un fatto strano. Un giorno per pura curiosità presi un volume dell’Enciclopedia, per vedere come venivano sintetizzate le informazioni riguardanti i grandi scrittori, Shakespeare nello specifico. Nell’aprire la pagina che mi interessava, la prima cosa che incontrai era una notizia biografica su un famoso guerriero Zulu, seguita da Shakespeare, Shaking Palsy, e infine Shakuntala (di Kalidasa). Ho pensato: mio dio che pagina interessante, così ricca di informazioni originali. Cosa succederebbe se la leggessi come l’istantanea di un romanzo? In che modo le voci della pagina potrebbero interagire con le vicende di un personaggio, come ne forgerebbero il destino? Ecco come ha preso forma questo libro.

Il titolo di questo libro è abbastanza intrigante.
Di cosa è prigioniero il protagonista?

Il mio romanzo parla di un personaggio follemente innamorato, ossessionato dall’amore, prigioniero di esso. Al punto che si trova in una situazione in cui non è in grado di vivere. È qualcosa che lo travalica. La parola più esatta che mi viene in mente per spiegare il suo stato mentale è adolescenza. È l’età in cui ci si sente più forti in amore e maggiormente soverchiati dalla sua potenza. Entrando nello specifico, il titolo è una citazione da Venere e Adone di Shakespeare, che racconta la storia tra la dea dell’amore, Venere, e un pastore, Adone. In un certo qual modo il mio libro ribalta la storia, dal momento che qui, agli occhi del protagonista, è la dea a rifiutare l’amore.


  Una catena di rose

 


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