Jack Finney
Indietro nel tempo

448 pagine, 15,50 euro

 

 

Jack Finney (1911-1995) è autore di un altro libro "di culto", L’invasione degli ultracorpi, da cui sono state tratte ben tre versioni per il grande schermo, e di 
La monetina di Woodrow Wilson (Marcos y Marcos, 2003).

 

Indietro nel tempo è un classico (parecchie edizioni nei tascabili di Simon & Schuster), e Robert Redford, che ne ha acquistato i diritti cinematografici, sogna di farne un grande film.

Da una parte c’è Simon, giovane illustratore americano, dotato di fervida immaginazione e piuttosto deluso dall’agenzia pubblicitaria per cui lavora. Dall’altra, una poderosa équipe di esperti in tutti i campi, capeggiata da un geniale, saggio scienziato, deciso a dimostrare, con un progetto governativo, che è senz’altro possibile tornare indietro nel tempo, che in qualche modo, come sosteneva perfino Einstein, il passato… non è del tutto passato.
In mezzo c’è una splendida ragazza, anzi ce ne sono addirittura due… e vivono, appunto, in due secoli diversi.
Per curiosità, spirito d’avventura e innato senso del dovere, da un certo momento in poi per amore, Simon accetta l’offerta dei cervelloni… di andare "a dare un’occhiata" alla New York del 1882. Il progetto, coperto (non a caso) dal Segreto di Stato, catapulta Simon in un tempo e in un mondo "lontani", ma soprattutto in uno dei più straordinari "mistery" a sfondo storico mai scritti. Indietro nel tempo è uno dei libri più "riletti" di sempre, forse perché le ultime cento pagine sono davvero imprevedibili e... capaci di far arrossire di vergogna parecchi uomini politici americani.
Mentre a noi, questo romanzo lascia un grande regalo: quello di farci guardare con occhi diversi, molto più curiosi, parecchie fra le cose che ci circondano.

 

Un libro che mi piacerebbe leggessero in molti.

Un romanzo sulla potenza invincibile dell'immaginario, in grado di farci valicare i confini del tempo con la forza della memoria. Il viaggio del protagonista a ritroso nella New York di fine Ottocento ci porta alla scoperta delle radici della sensibilità del "New Yorker" raccontando l'evoluzione e i cambiamenti della città da un secolo all'altro.
Indietro nel tempo è intriso di stupore , è un lungo sogno ad occhi aperti, in cui Jack Finney, grazie alla natura della soluzione narrativa adottata, sembra risvegliare in noi il segreto di una macchina del tempo sopita nel torpore di neuroni e sinapsi... insegnandoci il modo per valicare i confini di un presente avido e sterile e viaggiare in epoche di meraviglia.

Daniele Brolli


La monetina di 
Woodrow Wilson


L'invasione degli ultracorpi


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