CARLENE THOMPSON
In caso di mia morte
384 pagine, 11.50 euro
Carlene Thompson è nata a Parkersburg,
West Virginia, nel 1952. Ha insegnato letteratura inglese all'Università
dell'Ohio.
Il successo crescente dei suoi romanzi le ha permesso di dedicarsi
esclusivamente alla scrittura e alla propria fattoria, dove ospita animali
abbandonati. I suoi romanzi sono pubblicati negli usa da St. Martin's
Press, in Francia da Gallimard, in Germania da Fischer Verlag.
Per chi ancora non avesse ancora letto "In caso di mia
morte", offriamo in assaggio il prologo...
(e poi correte a comprarlo, perché metà della prima edizione ha già "salutato" i banconi dei librai)
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A poche
settimane dall'uscita del suo primo thriller, molti lettori sono già a
caccia del successivo.
Quando un thriller "prende", se ne vorrebbe subito un altro.
La prima a morire
è Angela Ricci, un'attrice di successo.
Barbaramente assassinata nel suo appartamento a Manhattan.
E Laurel, una giovane fiorista di provincia, potrebbe essere la seconda.
Ha trovato un messaggio raccapricciante nella cassetta delle lettere.
Tredici anni prima, un macabro gioco organizzato da un gruppo di amiche,
in una notte che nessuna ha più dimenticato, era costato la vita a una di
loro, Faith.
Laurel, Angela e le altre avevano giurato di non rivelare a nessuno l'accaduto.
Ma qualcuno, evidentemente, ha scoperto quell'orrendo segreto, e ha deciso
di vendicare la povera Faith.
Laurel vorrebbe confessare tutto alla polizia. Le amiche cercano in tutti
i modi di convincerla a non farlo; nonostante le
minacce sempre più incombenti, l'idea di vuotare il sacco sembra
terrorizzarle più di ogni altra cosa.
In caso di mia morte è un thriller psicologico architettato alla
perfezione, e racconta come la vita di una tranquilla cittadina possa
trasformarsi in un incubo. Chiunque potrebbe essere la prossima vittima,
nessuno può essere depennato dall'elenco dei sospetti. Fino all'ultimo.
Lasciate perdere Mary Higgins Clark e compagnia... al suo sesto
thriller, Carlene Thompson si annuncia ormai come uno dei nuovi maestri
del brivido...
New York Times
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