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30
APR
2019

Il mio primo Sant Jordi

Questo mese

Roberta Solari, la nostra responsabile comunicazione e ufficio stampa, è andata a Barcellona per scoprire la festa che si nasconde tra le pagine del Romanzo di Sant Jordi.
Ecco come è andata.

Mi avevano raccontato il 23 aprile a Barcellona come il giorno perfetto per i lettori.
Un giorno dove gli scrittori sono delle star, le strade sono piene di libri e rose, e tutti corrono a comprarne.
Dovevo vederlo.

Il romanzo di Sant Jordi di Màrius Serra mi ha regalato questa occasione. Un libro che mette in scena in modo satirico il mondo del libro: autori, uffici stampa, giornalisti, librai, nella giornata di Sant Jordi. Un giallo divertente in cui lo scrittore-enigmista si diverte a far fuori gli autori di bestseller e gioca con il lettore, seminando indizi sotto il suo naso.
Dovevamo trovare il modo migliore per promuoverlo. L’idea giusta? Una bella “gita” a Barcellona con un gruppo di giornalisti e comunicatori nella giornata internazionale del libro, per viverla con Màrius Serra, a caccia dei luoghi e dei personaggi del suo romanzo.
La compagnia di viaggiatori? Serena Anselmini di goodbook.it, Francesca  Bussi di Elle, Sara Gandolfi del Corriere della sera, Filippo Taddia di @leggoecammino, Alessandra Tedesco di radio24, e non poteva mancare la bravissima traduttrice del romanzo: Beatrice Parisi.

Il primo ad accoglierci, insieme a Màrius, è Oriol Comas i Coma, il protagonista del libro, per intenderci quello che risolve il caso. Oriol è esattamente come lo descrive Serra: sessantadue anni di felicità, cranio lucente, camicia a fiori molto fioriti.
E la sua casa in fondo alla Rambla de Santa Monica è colorata, ampi spazi vuoti e una stanza intera solo per i giochi da tavolo, la sua passione e la sua professione.
Il nostro Sant Jordi è iniziato prima, con Oriol e i suoi giochi.
Siamo ancora al 22 aprile e sulla Rambla de las flores iniziano a sbucare le prime rose, rosse soprattutto, e bellissime. Serena non resiste e inizia a testarne il profumo.
Mentre più in su, verso la Rambla de Catalunya, si montano i banchetti dei libri.
Tutti, occhi al cielo, a controllare le nuvole pronte a rovinare Sant Jordi. Ma Màrius, ci rassicura, non ha dubbi: “domani sole, seguro”.
Non ci preoccupiamo, in fondo siamo a Barcellona e stiamo per inaugurare il nostro Sant Jordi all’Hotel Alma, alla famosa festa della Vanguardia dove ci aspetta ottima cava (spumante catalano), tapas e tanti incontri inaspettati: Alessandra riabbraccia una Clara Sánchez felice e sorpresa.
Ed è lì che scopriamo che a Sant Jordi anche noi possiamo diventare famosi in un lampo. Ci chiamano al photocall e poi finiamo dritti sulle pagine della Vanguardia: ‘los periodistas italianos’, ecco come ci chiamano. È vero, a Sant Jordi, la gente del libro è una star, l’ho visto.

C’è una notte piena di attesa, è quella dell’Epifania, e c’è un mattino pieno di emozione, ed è quello di Sant Jordi.

È il 23 aprile, apro gli occhi e “il pulsare di Sant Jordi già si percepisce per le strade’.
Non perdiamo tempo e ci catapultiamo sulla Rambla dei fiori, cellulare in una mano pronto per le foto, e ombrello nell’altra.
Ma dura poco, Màrius aveva ragione “sole, seguro”.
Le nuvole se ne vanno e Sant Jordi è salvo.
Perché il 23 aprile non deve piovere a Barcellona. E non per il disagio di passeggiare sotto la pioggia, qui si tratta di grandi numeri, Màrius ce lo spiega e ci lascia a bocca aperta: in un solo giorno si vendono il 25% dei libri di tutto l’anno in Catalogna. Si parla 1 milione e mezzo anche 2 milioni di libri venduti. E tutto il giorno si scommette su quale sarà il vincitore di quest’anno. L’autore che venderà di più.
Se arriva la pioggia è un disastro, ora è chiaro.

Arriva il momento in cui Màrius, come tutti gli autori in questa giornata, deve correre da un’intervista all’altra, da un firma copie all’altro.
Non riusciamo a capire dove e quando ci dà appuntamento.
Presto è evidente che non servono appuntamenti, perché lo troviamo dappertutto: prima sulla Rambla sul palco di radio Catalunya in diretta con Monica Terrabas (nota conduttrice anche lei finita nel romanzo), poi in Placa Catalunya, tutta gremita di ragazzi e di postazioni tv e radio, dove Màrius compare sul grande schermo di Tv 3.
Non mi preoccupo più di inseguirlo e inizio a godermi Sant Jordi con le sue rose rosse e la gente che corre. Come scrive Serra, è la giornata del ‘torno subito’, tutti escono un attimo dal lavoro per andare a comprare una rosa e un libro, è vero, l’ho visto.
La tradizione vuole rose alle donne e libri agli uomini, ma negli ultimi anni le cose stanno cambiando, ce lo spiegano alcune giovani donne di un collettivo. Lo stand è tutto viola, pieno di draghi di pezza, corone e messaggi per un #SantJordiNoSexista. Ci piace molto questo stand e lo slogan del nostro primo Sant Jordi, soprattutto a Francesca.

Ripartiamo per la rambla de Catalunya con il tripudio di libri, di tutti i tipi, le code ai firmacopie ed è chiaro che non si camminerà facilmente qui nelle prossime ore. Perdiamo per un po’ Sara del Corriere, che vuole scoprire l’autore con la coda più lunga.
Arriva il momento di lasciare la Rambla, Màrius ci accompagna in due dei suoi luoghi preferiti. Nel cortile bellissimo, quello della Biblioteca nazionale, dove convivono ragazzi e senzatetto. E infine nell’Accademia della lingua catalana, casa sua praticamente. Ci presenta la ministra della cultura, sorridente e felice di questo Sant Jordi.
Ora non resta che concludere il 23 aprile con la festa di El Mundo, quella che chiude la giornata. Siamo pronti per una nuova foto, ma non ci aspettiamo un incontro speciale, tra Fernando Aramburu e un suo grande fan, Filippo. Perché a Sant Jordi, i sogni dei lettori si esaudiscono, l’ho visto.
Volete sapere chi ha vinto questa edizione di Sant Jordi?
Rafel Nadal, che non è il famoso tennista, ma il famoso scrittore.
Mi resta un dubbio, si venderanno più libri o più rose?
Di una cosa sono sicura: a Sant Jordi, anche i draghi leggono, l’ho visto.