I NUOVI TALENTI

Nuovi scrittori stranieri
su cui puntiamo

 

 

Leila Guerriero ama le serate tiepide di fine estate, nelle città ancora vuote. Le corse lungo il fiume.
Fa la giornalista e vive a Buenos Aires, indaga e scrive per dare voce ai mille misteri della vita.
Quando ha saputo che a Las Heras, un piccolo paese della Patagonia, tanti giovani si stavano suicidando senza far notizia, ha voluto capire.
È partita, si è fermata per mesi in quella terra battuta dal vento.
Ha ascoltato, domandato, osservato. Senza mai giudicare.
Suicidi in capo al mondo è la storia di un paese, di un destino collettivo, di vicende intime e individuali.
Raccontata con partecipazione, intensità, e una capacità straordinaria di tenersi sullo sfondo, facendo parlare le persone e le cose per quello che sono.
Con la consapevolezza che non ci sono risposte univoche, soluzioni miracolose, e che è una storia che ci riguarda tutti da vicino.

Il romanzo di Leila Guerriero
Suicidi in capo al mondo

 

Nato in un’isola giapponese, adottato da una famiglia americana, Dale Furutani prima di dedicarsi alla scrittura ha raggiunto i vertici della Nissan USA. Poi, si è cavato il gusto di essere il primo asiatico a vincere il prestigioso Anthony Award, dedicato al miglior giallista dell’anno.
Dale si è inventato una splendida trilogia mistery, ambientata nel Giappone del 1600. Protagonista: un samurai detective. Agguato all’incrocio, e i due successivi romanzi, sono una chiave d’accesso elegante, originale e divertente alla civiltà del Sol Levante.
 


Vendetta al palazzo di giada

 

Lavanya Sankaran è nata e cresciuta a Bangalore, ha studiato economia negli Stati Uniti, ed è stata ben felice di tornare in India.
È una donna simpatica, positiva, che passa dal sari ai jeans e adora la cioccolata delle pasticcerie torinesi.
Il tappeto rosso è la raccolta di racconti con cui ha esordito: trame che si intrecciano, personaggi che passano da un racconto all'altro e Bangalore magnifica cornice.
Racconta di una terra difficile ma piena di occasioni, di un passato da raccogliere e portare nel futuro, di un mondo aperto e in movimento.
Ha una scrittura nuova, musicale, solo sua. Senza sentimentalismi e facili nostalgie. La padronanza narrativa di una scrittrice di rango.

Il romanzo di Lavanya Sankaran

Il tappeto rosso
Storie di Bangalore

Se, passeggiando per Montreal, in Quebec, vi capitasse di incontrare Gaétan Soucy, probabilmente lo trovereste un po’ troppo assorto. Non tanto perché insegna filosofia teoretica all’università, ma perché essendo considerato il più grande scrittore francofono vivente, non intende tradire le attese dei suoi lettori. 
Nei suoi romanzi, illusione e realtà, invenzione linguistica e trama presentano miscele di altissima caratura, che ricordano il miglior Beckett, le atmosfere di Kafka, colpi di scena clamorosi quali solo Soucy sa propinare. I suoi due romanzi più celebri, La bambina che amava troppo i fiammiferi e L’Assoluzione, sono tradotti in una ventina di lingue.

 

 

 

 


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I romanzi di Gaetàn Soucy


L'assoluzione


Music-Hall!


La bambina che amava troppo i fiammiferi