è nato a Lipsia nel 1926.Edgar Hilsenrath
IL NAZISTA & IL BARBIERE
Edgar Hilsenrath
Hilsenrath, l’apolide. Il senza
dimora. Da cinquant’anni forse il narratore più
irriverente della Germania. I suoi
romanzi sbancavano in tutto il mondo, ma in
Germania avevano paura di
pubblicarlo. Avevano paura della sua amoralità, immoralità e antimoralità.
Hilsenrath è un uomo che guarda
di sbieco, il classico sguardo da osservatore che vede ben più di
quanto non dica.
Usa una macchina da scrivere
minuscola, senza marca. Racconta storie degli anni Trenta, Quaranta o
Cinquanta. Ma la sua lingua è di
oggi, non solo per la brevità delle frasi. Non solo per il suo amore per
l’ordinario. Hilsenrath può
usare espressioni stomachevoli. È uno dei pochissimi a cui lo si perdona. Perché parla dell’umanità nel
senso più estremo. E se deve mostrare l’orrore, lo fa davvero.
Fa crepare dal ridere, e può far
piangere.
Ebreo tedesco, è negli Stati
Uniti che si afferma come scrittore.
Dopo il grande successo di Notte
– scritto nelle osterie di Parigi – l’editor di Doubleday gli chiede
un romanzo che racconti in modo
originale i drammi dell’Olocausto.
Originale? Più di così e
impossibile. Nasce Il nazista & il barbiere, ed è un successo
straordinario.
Negli Usa, in Inghilterra, in
molti altri Paesi.
Solo in Germania viene rifiutato
da un editore dopo l’altro: Bertelsmann, Rowohlt, Fischer, Hanser, nessuno lo vuole. Non si può fare
dell’umorismo su un argomento del genere, dicono. Troppo irriverente. Sull’olocausto non si scherza. E
i primi capitoli sono un pugno nello stomaco.
Hilsenrath doveva farlo così. Con
scabrosità e umorismo nero. A colpi di farsa, atrocità, favole rovesciate
e pura poesia. Lontano dall’ortodossia
della colpa e dalle lacrime facili che garantiscono l’assoluzione. I carnefici diventano vittime, le
vittime carnefici. E non si salva nessuno. Neanche Dio.
"Se potessi" dichiara
Hilsenrath in una recente intervista allo «Spiegel» "non scriverei così.
Mi sento in colpa per essere
sopravvissuto".
Un giornalista della BBC gli
consiglia di provare a Berlino, e lì trova il suo primo editore tedesco,
Helmut Braun. Il nazista &
il barbiere uscì in Germania nel 1976; lo «Spiegel» prima, ma soprattutto
la «Zeit», con l’accorata
"apologia" di Heinrich Böll, fecero finalmente giustizia, accogliendo
Edgar Hilsenrath tra i grandi scrittori tedeschi contemporanei,
accanto a Günther Grass.
Da allora tutti i suoi libri sono
stabilmente nel catalogo dei tascabili di
Piper.
E graffiano sempre di più.
Contro l’orrore che è stato,
che è e sarà.